L’effetto Forer spiega perché crediamo all’oroscopo

Ecco il meccanismo cognitivo che ci porta a credere a spiegazioni generiche come le previsioni dell’oroscopo.

21 Settembre 2021
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Quante volte, sentendo le previsioni dell’oroscopo, ci siamo riconosciuti perfettamente nella descrizione del nostro segno? O abbiamo individuato dettagli nella descrizione che ci calzano in maniera esatta nonostante ci siano milioni di altri individui sulla Terra nati nel nostro stesso giorno? Ecco, c’è una spiegazione scientifica al motivo per il quale tendiamo a credere soggettivamente a descrizioni generiche.

Questo meccanismo cognitivo è noto nella psicologia sociale come effetto Forer – dal nome dello studioso Bertram R. che nel 1948 ha sviluppato la teoria – altrimenti chiamato effetto di convalida soggettiva. Nel momento in cui ascoltiamo rappresentazioni tipo universale e sommario siamo portati a identificarci con esse sentendole come se ci appartenessero, come se ci coinvolgessero in prima persona.

Per arrivare a questa conclusione, Forer condusse un esperimento sottoponendo i suoi studenti a un semplice test della personalità (Diagnostic Interest Blank). Gli allievi furono, così, chiamati a rispondere a una serie di domande che avrebbe dovuto inquadrare psicologicamente ciascuno di loro. Ma la risposta che il professore consegnò conteneva per tutti le medesime affermazioni che delineavano i caratteri in maniera grossolana.

Quando gli studenti, a loro volta, espressero la loro impressione sul quel riscontro psicologico valutandolo con un punteggio a 1 a 5, emerse una valutazione media di 4.26. I ragazzi, dunque, avevano percepito la descrizione del professore (che era identica per tutti) come ampiamente adeguata a descriverli. Era quello che Forer si aspettava: ma che cosa innesca questo meccanismo?

Stando agli approfondimenti dello stesso Forer, ciascuna persona si distingue come soggetto per il grado con cui possiede certe caratteristiche. Non si tratta dunque di possedere o meno determinate qualità ma di averle in misura maggiore o minore rispetto ai nostri simili. In questo senso, dunque, ci riconosciamo in affermazioni generiche e superficiali perché queste descrivono potenzialmente tutti gli individui. E quindi anche noi.

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