C’è chi non riesce a prendere sonno se sente i piedi gelati sotto le coperte e chi, invece, trova i calzini a letto insopportabili. Ma dormire con i piedi coperti non è solo una questione di abitudine o di comfort: durante la notte può infatti influenzare – e parecchio – il modo in cui il corpo gestisce il calore, la circolazione e persino la qualità del riposo.
- Perché i calzini possono aiutarti ad addormentarti (e a dormire meglio)
- Non sempre dormire con i calzini fa bene: quali sono i rischi
Perché i calzini possono aiutarti ad addormentarti (e a dormire meglio)
Andiamo con ordine e partiamo dal principio. Quando ci infiliamo a letto, il nostro organismo entra in una fase delicata: deve “capire” che è arrivato il momento di rallentare. Uno dei segnali più importanti, in questo processo, è la regolazione della temperatura corporea. In generale, prima di addormentarci, la temperatura centrale del nostro corpo tende a diminuire: è un passaggio naturale che accompagna la produzione di melatonina e ci prepara al sonno.
E qui entrano in gioco i nostri piedi. Le estremità scambiano calore più velocemente rispetto ad altre zone del corpo, quindi si raffreddano facilmente, soprattutto in inverno. Se i piedi restano freddi, il nostro corpo può “reagire” cercando di compensare, rendendo più difficile quel rilassamento graduale necessario per prendere sonno .
Indossare calzini leggeri può favorire la vasodilatazione distale: in pratica, aumenta l’afflusso di sangue a mani e piedi, aiutando il corpo a disperdere calore nel modo corretto e a stabilizzare la temperatura interna.
Sono diverse le ricerche scientifiche che indicano che riscaldare i piedi può ridurre il tempo necessario ad addormentarsi e migliorare la continuità del sonno, con meno risvegli notturni. Ma non solo: tenere i piedi caldi può aiutare a mantenere un equilibrio termico più costante, riducendo quei fastidiosi sbalzi di temperatura che a volte spezzano il riposo (come la sensazione di “troppo caldo” seguita da un improvviso freddo) . In alcuni casi, questo può essere utile anche per chi soffre di vampate notturne, perché il corpo non deve rincorrere continuamente il proprio equilibrio.
Non sempre dormire con i calzini fa bene: quali sono i rischi
Dormire con i calzini, però, non è automaticamente una buona idea per tutti. Il punto non è “calzini sì o no”, ma quali calzini e in che condizioni. Se sono troppo stretti, possono ridurre la circolazione anziché favorirla, lasciando una sensazione di costrizione che disturba il sonno. E se sono realizzati con materiali poco traspiranti, possono aumentare la sudorazione notturna, creando un ambiente umido che favorisce cattivi odori e, nei casi peggiori, la proliferazione di batteri e funghi.
C’è anche il rischio opposto: il surriscaldamento. Se il corpo non riesce a “respirare” e a rilasciare calore nel modo giusto, rischiamo di svegliarci agitati e accaldati, a causa di un riposo frammentato.
La scelta più sensata, quindi, è puntare su calze morbide, pulite, non compressive e traspiranti (cotone, lana merino, cashmere o bambù), da cambiare ogni sera. Se invece soffriamo di problemi circolatori, gonfiore ai piedi o condizioni specifiche, è meglio non improvvisare: in quei casi può essere opportuno chiedere un parere medico.
Ad ogni modo, dormire con i calzini non è una stranezza né una regola universale: è un piccolo trucco che, se usato bene, può rendere la notte più stabile e il sonno più facile da raggiungere.