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Un misterioso "segnale alieno" di 10 secondi proveniente dai confini dell'universo lascia gli scienziati perplessi

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Alessia Malorgio

Alessia Malorgio

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E’ un enigma che torna con una certa frequenza. Un misterioso segnale cosmico, identificato come GRB 250314A, sta attirando l’attenzione della comunità scientifica internazionale. Gli astronomi ritengono che si tratti di un potentissimo gamma-ray burst, un lampo di raggi gamma generato dall’esplosione di una stella massiccia, avvenuta nelle primissime fasi della storia dell’universo.

Secondo le stime, il segnale avrebbe avuto origine oltre 13 miliardi di anni fa, quando il cosmo era ancora in una fase iniziale della sua evoluzione. Se confermato, si tratterebbe della supernova più antica mai osservata, risalente a meno di un miliardo di anni dopo il fenomeno noto come Big Bang.

Cosa sono i gamma-ray burst?

I raggi gamma sono una forma di luce invisibile estremamente energetica, capace di trasportare enormi quantità di radiazione. I gamma-ray burst rappresentano gli eventi più violenti conosciuti nell’universo e sono generalmente associati alla morte esplosiva di stelle molto più grandi del Sole.

Ciò che sorprende gli scienziati è che questa antichissima supernova appare quasi identica a esplosioni stellari molto più recenti. Un dettaglio che solleva interrogativi fondamentali sull’evoluzione delle stelle e sulla composizione dell’universo primordiale.

Uno studio raro e straordinario

Andrew Levan, autore principale di un nuovo studio sul segnale e ricercatore presso la Radboud University nei Paesi Bassi, ha sottolineato l’eccezionalità della scoperta: “Negli ultimi 50 anni sono stati rilevati solo pochissimi gamma-ray burst risalenti al primo miliardo di anni dell’universo. Questo evento è estremamente raro ed entusiasmante.”

La scoperta potrebbe aiutare gli astronomi di tutto il mondo a comprendere meglio come si sono formate le prime stelle e galassie, aprendo una nuova finestra sull’alba del cosmo.

L’ombra degli alieni e l’oggetto interstellare 3I/ATLAS

L’interesse per l’astronomia è stato ulteriormente alimentato da un altro evento: la scoperta di 3I/ATLAS, solo il terzo oggetto interstellare mai osservato entrare nel Sistema solare provenendo da oltre i suoi confini.

L’oggetto si muove a una velocità tale da non poter essere catturato dalla gravità del Sole e, secondo gli astronomi, lascerà il Sistema solare senza fare ritorno. Le osservazioni dalla Terra mostrano una chioma e una coda ben visibili, caratteristiche che sono quelle tipiche di una cometa naturale formata da ghiaccio e polveri.

Il mistero alimentato dalla CIA

Nonostante i dati rilasciati da agenzie spaziali civili, tra cui l’agenzia americana NASA, non indichino nulla di artificiale; intanto la speculazione pubblica è esplosa dopo la risposta della CIA a una richiesta FOIA. L’agenzia americana ha fornito una cosiddetta risposta Glomar, dichiarando di non poter né confermare né smentire l’esistenza di documenti sull’oggetto.

Una presa di posizione che ha riacceso teorie su possibili origini aliene, anche se la comunità scientifica internazionale continua a ribadire che 3I/ATLAS sia un fenomeno del tutto naturale.

Tra scienza e immaginazione

Dalla supernova primordiale GRB 250314A all’oggetto interstellare 3I/ATLAS, il cielo continua a offrire enigmi capaci di affascinare scienziati e pubblico. Tra dati, ipotesi e risposte elusive, una cosa è davvero certa: l’universo ha ancora molte storie da poter raccontare, alcune delle quali provenienti direttamente dall’inizio dei tempi.

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