Al vertice NATO di Ankara degli scorsi giorni viene fuori un curioso retroscena diplomatico. Ci sarebbe infatti stato un argomento da maneggiare con estrema cautela: i Mondiali. Non per questioni sportive, ma per evitare di irritare Donald Trump dopo la pesante sconfitta subita dagli Stati Uniti contro il Belgio, che ha decretato l’eliminazione della compagine a stelle e strisce dal torneo. Così, mentre i leader discutevano di alleanze, sicurezza e futuri summit, il calcio sarebbe diventato un piccolo tabù politico.
- Il calcio come argomento proibito al vertice NATO
- La sconfitta degli USA contro il Belgio e il caso Balogun
- Il premier belga evita la battuta e la NATO guarda già oltre
Il calcio come argomento proibito al vertice NATO
A volte la diplomazia passa anche dalle parole da non dire. Secondo quanto riportato dal Daily Mail, durante il vertice NATO ad Ankara i leader europei sarebbero stati avvertiti: meglio non provocare Donald Trump parlando dei Mondiali. Il motivo? Il presidente americano sarebbe arrivato al summit di pessimo umore dopo l’eliminazione degli Stati Uniti, battuti 4-1 dal Belgio.
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Una fonte diplomatica citata dal tabloid britannico ha spiegato infatti che i leader avrebbero concordato di non menzionare il calcio, proprio per non irritare ulteriormente il Presidente americano. Il clima, insomma, sarebbe stato quello delle grandi occasioni delicate: tutti “sulle uova”, attenti a non trasformare una battuta sportiva in un incidente politico.
Il punto non era la partita in sé, ma ciò che quella partita ha rappresentato. Gli Stati Uniti sono usciti male dal Mondiale, il Belgio ha festeggiato in modo piuttosto provocatorio e il presidente americano, già noto per i suoi rapporti complicati con la NATO, non sembrava l’interlocutore ideale per una conversazione leggera sul risultato.
La sconfitta degli USA contro il Belgio e il caso Balogun
A rendere tutto più esplosivo c’era un episodio precedente. Secondo l’articolo, Trump avrebbe contattato personalmente il presidente della FIFA Gianni Infantino per intervenire sul cartellino rosso dato all’attaccante statunitense Folarin Balogun. L’espulsione avrebbe impedito al giocatore di scendere in campo proprio contro il Belgio negli ottavi di finale.
La decisione di annullare la squalifica aveva scatenato molte polemiche, soprattutto da parte belga. Ma il colpo di scena sportivo non ha cambiato il destino della partita: gli Stati Uniti sono stati travolti 4-1. Dopo il successo, il Belgio di Lukaku ha risposto con un messaggio tagliente: “Overturn this”, più o meno “annullate anche questo”.
Non solo. Alcuni giocatori belgi avrebbero anche pubblicato immagini dallo spogliatoio mentre imitavano il celebre balletto di Trump. Uno sfottò calcistico misto alla provocazione politica che, in un contesto già teso, avrebbe convinto i diplomatici a consigliare la più assoluta. Parlare di Mondiali davanti al presidente americano, insomma, sarebbe potuto essere molto meno innocente di quanto sembrasse.
Il premier belga evita la battuta e la NATO guarda già oltre
Il tema era particolarmente sensibile proprio per il Belgio. Bart De Wever, primo ministro belga, ha confermato ai giornalisti di non aver parlato di calcio con Trump. La sua spiegazione è stata diplomatica: c’erano questioni più importanti da affrontare e il calcio, pur essendo “la più importante delle cose non importanti”, restava comunque non essenziale.
De Wever ha aggiunto che gli Stati Uniti restano il più forte alleato del Belgio e il partner più importante, anche se l’attuale presidente americano è talvolta critico verso l’Alleanza atlantica. Una frase misurata, pensata per evitare scintille in un momento in cui ogni parola poteva pesare.