Fonte: ANSA

Olimpiadi Milano, il salto mortale che nessuno osava più fare: Malinin rompe un tabù lungo 50 anni

A Milano lo statunitense incanta il pubblico con un salto mortale vietato per quasi 50 anni e trascina gli Stati Uniti all’oro nel Team Event

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Alessia Malorgio

Alessia Malorgio

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In questi giorni gli occhi del mondo sono concentrati sulle Olimpiadi di Milano Cortina 2026. Ad incantare, gli Stati Uniti che conquistano la medaglia d’oro nel Team Event di pattinaggio artistico. A prendersi davvero la scena è stato Ilia Malinin, protagonista di una prova individuale semplicemente travolgente. Il fuoriclasse americano ha dominato la competizione con una performance che ha unito tecnica, spettacolo e un pizzico di storia, riportando sul ghiaccio un elemento rimasto proibito per mezzo secolo: il salto mortale all’indietro.

L’oro nel Team Event firmato Ilia Malinin

Il successo della squadra statunitense è stato suggellato proprio dall’esibizione di Malinin, già considerato uno dei talenti più straordinari del pattinaggio moderno. Figlio d’arte e atleta dalla tecnica impressionante, l’atleta americano ha confermato appieno la sua fama di innovatore.

Non è nuovo ai record: è infatti l’unico pattinatore ad aver eseguito in gara un quadruplo Axel, salto tra i più complessi in assoluto. A Milano, però, ha aggiunto un altro capitolo alla sua leggenda personale, puntando tutto su un gesto tanto spettacolare quanto simbolico.

Il salto mortale vietato per quasi 50 anni

Il momento che ha infiammato il pubblico è stato il ritorno del backflip, il salto mortale all’indietro eseguito atterrando su un solo piede. Un esercizio altamente spettacolare, ma considerato pericoloso e per questo vietato ufficialmente dall’International Skating Union (ISU) nel 1976.

Il divieto arrivò dopo l’esibizione di Terry Kubicka, il cui tentativo fece scattare l’allarme sulla sicurezza e sulla conformità stilistica dell’elemento. Da allora il salto fu bandito dalle competizioni ufficiali, diventando quasi un tabù nel mondo del pattinaggio.

L’ultima a tentarlo, sfidando apertamente il regolamento, fu la francese Surya Bonaly ai Giochi Olimpici Invernali di Nagano nel 1998. Il suo gesto, rimasto iconico, le costò però una penalità. Da quel momento nessuno osò più riproporlo in gara.

La revoca del divieto nel 2024

La svolta è arrivata nel 2024, quando l’ISU ha deciso di revocare ufficialmente il divieto, consentendo l’inserimento del salto mortale all’indietro nelle coreografie. Una decisione maturata anche alla luce del fatto che diversi atleti continuavano comunque a eseguirlo in esibizioni non ufficiali, rendendo il bando oramai sempre più anacronistico.

Malinin è stato il primo a sfruttare la nuova apertura regolamentare in una competizione di alto livello. Il suo backflip, atterrato con sicurezza su una sola lama, non assegna punti tecnici aggiuntivi, ma contribuisce all’impatto artistico della performance. Ed alle Olimpia di Milano Cortina 2026 l’effetto è stato davvero devastante: il pubblico si è alzato in piedi e giudici conquistati.

Una nuova pagina nella storia del pattinaggio

Con il ritorno del salto mortale all’indietro e la conferma del suo talento straordinario, Ilia Malinin ha riscritto ancora una volta la storia di questo sport. Tra innovazione tecnica e spettacolarità, lo statunitense si conferma il volto della nuova generazione del pattinaggio artistico.

L’oro nel pattinaggio a squadre è solo l’ennesimo tassello di una carriera già leggendaria. Ma a Milano non è stata soltanto una vittoria: è stato un momento destinato a restare negli archivi, simbolo di come lo sport sappia evolversi, rompere i tabù e sorprendere ancora.

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