Perchè si dice "è successo un 48"

Un detto popolare che significa "caos, cambiamento, confusione", deriva dai moti popolari che hanno caratterizzato l'Europa nel 1848

Fonte: Wikimedia

Si usa l’espressione “è successo un 48” quando, nella vita di tutti i giorni, avvengono una serie di eventi caotici, confusionari, spesso difficili da spiegare. Dire “è successo un 48” ci permette di evitare una spiegazione dettagliata degli eventi, proprio a causa della complessità degli stessi e della frenesia con cui si sono susseguiti.

Si usa il numero “48” a causa dell’anno 1848, contrassegnato da numerosissime rivolte popolari borghesi, comunemente identificate con “rivolte del ’48” o, più spesso, “Primavera dei popoli“. Il 1848 non è solo simbolo di eventi confusionari e di caos, ma soprattutto di cambiamento. Quando “succede un 48” accadono veramente tante cose, ma tutte insieme portano un grande cambiamento.

I moti del 1848 in Italia

Le rivolte del ’48 hanno portato un profondo cambiamento nell’Europa dell’Ottocento: furono portate avanti dalla classe media borghese in molti dei paesi in cui, dopo la Restaurazione, si erano reinsediate vecchie monarchie.

La prima ondata avvenne proprio in Italia, in particolare in Sicilia (dove venne istituito un governo indipendente) e nel Regno Lombardo-Veneto, con le celebri Cinque Giornate di Milano, dando inizio al Risorgimento Italiano. I moti permisero anche la nascita delle costituzioni, lo “statuto albertino” del Regno dei Savoia è rimasto poi in vigore anche nel Regno d’Italia dal 1861, e rimase quasi invariato fino alla Costituzione della Repubblica Italiana del 1946.

I moti negli altri paesi europei

Le rivolte interessarono naturalmente la Francia post-napoleonica, dove si instaurò la Seconda Repubblica e anche l’Impero Austro-Ungarico, con sommosse che interessarono le regioni di frontiera dell’impero (come appunto il Lombardo-Veneto) e soprattutto l’Ungheria, dove Lajos Kossuth guidò una rivolta per l’indipendenza dei magiari.

Ci fu un’insurrezione anche dei tedeschi a Berlino, nel Regno di Prussia, e in alcuni stati della Confederazione Germanica. Solo l’Inghilterra, dove la classe borghese godeva di grande salute, e la Russia, dove la classe borghese era praticamente assente, furono esenti da rivolte.

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