I terrapiattisti sono arrivati anche su Netflix

Un viaggio nel mondo dei terrapiattisti: di questo parla il nuovo documentario "La Terra è piatta" trasmesso in Italia su Netflix. Ecco i dettagli.

Ormai sono ovunque: dopo “le Iene”, anche Netflix è stata presa d’assalto dai terrapiattisti.

Scorrendo tra le proposte della piattaforma, si vede un titolo curioso: “La Terra è piatta”. Si tratta di un documentario (titolo originale: “Behind the curve”) realizzato da Daniel J. Clark che racconta questo strano mondo dei sostenitori della Terra piatta grazie alle testimonianze di alcuni tra i più loro rappresentanti più influenti a livello mondiale. Come contrappeso a queste teorie, ci sono anche interventi di scienziati autorevoli e analisi di psicologhi sul fenomeno sociale del movimento Flat Earth. Andiamo a vedere il quadro che emerge.

Il protagonista del documentario è Mark Sargent, un terrapiattista convinto che viene visto come un vero e proprio guru dai sostenitori di queste teorie. Lui ci accompagna in questo viaggio tra video su YouTube, convention ed esperimenti scientifici o quasi e continui riferimenti cinematografici per avvalorare le sue tesi. Racconta il suo background di appassionato complottista che si è avvicinato al terrapiattismo da scettico dopo essere rimasto colpito dall’entusiasmo dei follower. Interviene anche la mamma che, pur non sostenendo la tesi del figlio, non vuole minare la sua credibilità e chiede che questa venga confutata scientificamente.

Un altro personaggio che occupa gran parte del video è Patricia Steere, youtuber molto popolare tra i sostenitori della Terra Piatta grazie alle rubriche “Behind the Curve: Flat Earth and Other Hot Potatoes” e ”The Secret Show”. Quasi flirtando con Mark Sargent, mostra alle telecamere la sua libreria che per metà è occupata da saggi sul terrapiattismo e per metà da libri sul veganesimo, le sue più grandi passioni oltre ai gatti. Ha collaborato in tante occasioni con Mark Sargent e grazie al suo fascino e allo sguardo ammaliante riesce catturare l’attenzione del pubblico, soprattutto di quello maschile. Lei racconta anche le critiche ricevute da altre fazioni di terrapiattisti che pensano che sia un’infiltrata dei servizi segreti americani (il suo nome termina con “Cia”) o addirittura una rettiliana.

Proprio la rivalità tra le diverse fazioni dei terrapiattisti è uno dei temi che emerge da questo documentario. Contrapposto a Mark Sargent, guru convinto ma che mantiene comunque un atteggiamento apparentemente pacato nei confronti dei detrattori, è stato citato un personaggio strano e un po’ inquietante per come è stato descritto. Stiamo parlando di Math Powerland, youtuber che con toni abbastanza aggressivi sostiene di essere stato il primo a parlare della Terra piatta e che tutti gli altri sono fake o agenti infiltrati di Cia, Fbi e forse anche dell’Impero Galattico di Star Wars. Per Mark Sargent è un po’ quello che Joker è per Batman.

Quello del terrapiattismo è un movimento molto social che giustifica la veridicità di queste teorie con i dati delle views su YouTube, con il numero delle persone iscritte ai gruppi Facebook e con vip che sostengono queste teorie. In assenza di scienziati schierati apertamente con loro, i terrapiattisti hanno infatti trovato testimonial come il giocatore NBA Kyrie Irving, playmaker dei Boston Celtics, oppure il rapper B.o.B. Parallelamente viene sviluppato un merchandising molto ricco. Non si tratta solo dei saggi che dimostrerebbero che la Terra è piatta, ma di riproduzioni tridimensionali del nostro Pianeta, tavoli, targhe personalizzate delle auto, racchette e altri gadget su questo tema. È un vero e proprio business che lo stesso Mark Sargent mostra con orgoglio.

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