Una frase, poche parole e una provocazione che dalle pagine del Guardian rischia di far sobbalzare più di un amante della mozzarella: «Non mangio mozzarella fuori dalla Puglia». Il quotidiano britannico racconta di un viaggio gastronomico nel Tacco d’Italia ma, parlando di esperienze casearie, sembra quasi “dichiarare guerra” alla Campania. Una sfida culinaria, certo, ma che chiama inevitabilmente in causa anche una tradizione ben più ampia.
- «Non mangio mozzarella fuori dalla Puglia»: la provocazione del Guardian
- La mozzarella di bufala non è soltanto pugliese come dice il Guardian
- Puglia contro Campania? Una guerra che si combatte a tavola
«Non mangio mozzarella fuori dalla Puglia»: la provocazione del Guardian
Andiamo con ordine e partiamo dal principio. Tutto parte da un reportage gastronomico dedicato alla Puglia settentrionale, tra Barletta, Andria e Trani. L’autrice Liz Boulter riporta la frase dell’amico pugliese Savio: «I don’t eat mozzarella outside Puglia. It’s not the same», ovvero «Non mangio mozzarella fuori dalla Puglia, non è la stessa cosa». Il Guardian precisa immediatamente che l’uomo è un buongustaio dalle opinioni decisamente nette e prende inizialmente l’affermazione “con un pizzico di sale pugliese”.
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Fin qui, insomma, potrebbe sembrare soltanto sano campanilismo. Ma il colpo di scena arriva dopo la visita a un caseificio di Andria. Dopo aver assaggiato mozzarella e burrata, la giornalista finisce infatti per concedere a Savio la vittoria: «Savio is right». Ne elogia la consistenza succosa ed elastica e il sapore intenso, arrivando a chiedersi ironicamente come potrà tornare alle mozzarelle del supermercato britannico. E fin qui siamo anche d’accordo. Ma qualcosa scatta.
La mozzarella di bufala non è soltanto pugliese come dice il Guardian
Ed è qui che, letta dall’Italia, la provocazione diventa quasi una dichiarazione di guerra gastronomica alla Campania. Perché parlare di mozzarella senza nemmeno evocare Caserta, Salerno, Aversa, Battipaglia o Paestum significa toccare uno dei nervi più scoperti della cucina meridionale.
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La Mozzarella di Bufala Campana DOP, del resto, ha proprio nella Campania il cuore della sua produzione: tutti i comuni delle province di Caserta e Salerno rientrano nell’area prevista dal disciplinare del 1996, insieme ad alcune località del Napoletano e del Beneventano.
E c’è un altro dettaglio che rende la “sfida” ancora più curiosa: la zona della DOP non si ferma ai confini campani. Comprende anche numerosi comuni del Lazio, nelle province di Latina e Frosinone e persino nell’area metropolitana di Roma, oltre ad alcune località del Foggiano, in Puglia, e Venafro in Molise.
Puglia contro Campania? Una guerra che si combatte a tavola
Va detto: il Guardian non apre realmente una crociata contro la mozzarella campana. Il pezzo è prima di tutto un viaggio gastronomico attraverso una Puglia meno battuta dal turismo internazionale, con la burrata di Andria come protagonista assoluta. Il giornale ricorda infatti come questo prodotto sia nato proprio nell’area di Andria e racconta da vicino la lavorazione dei formaggi a pasta filata.
Eppure quella frase rimane lì, irresistibilmente provocatoria. Perché dichiarare di non mangiare mozzarella fuori dalla Puglia significa inevitabilmente sfidare una Campania (e un Lazio) che della mozzarella ha fatto un simbolo riconosciuto nel mondo. Più che una vera guerra, dunque, è il genere di battaglia che in Italia può combattarsi senza armi: a colpi di latte, cagliata e assaggi.