Nuova truffa, stai attento alla telefonata sul tuo familiare

La nuova "Truffa del Familiare" sta colpendo sempre di più. Non lasciare che la tua casa diventi un bersaglio! Scopri come difenderti!

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Giuseppe Guarino

Giuseppe Guarino

Giornalista

Ph(D) in Diritto Comparato e processi di integrazione e attivo nel campo della ricerca, in particolare sulla Storia contemporanea di America Latina e Spagna. Collabora con numerose testate ed è presidente dell'Associazione Culturale "La Biblioteca del Sannio".

In un mondo in cui le truffe si evolvono costantemente, emerge un nuovo e preoccupante stratagemma che sfrutta il telefono per mettere a segno colpi ai danni delle vittime più ignare, in particolare anziane. Nonostante gli allarmi delle forze dell’ordine e le precauzioni diffuse, i criminali riescono a ideare nuovi modi per ingannare le persone. Una tattica che sta facendo parlare molto di sé è la “truffa del familiare“, un subdolo artificio con cui i malviventi inducono le vittime a lasciare le proprie abitazioni incustodite.

La nuova versione delle truffe telefoniche: “Lascia la tua casa”

Se un tempo le truffe telefoniche erano prevalentemente legate al mondo delle frodi online o comunque di quelle a distanza, oggi i malintenzionati sfruttano questo strumento anche per colpire a livello domestico. La “truffa del familiare” segue un meccanismo apparentemente semplice: il truffatore cerca di convincere la vittima a abbandonare la propria abitazione, sostenendo che un parente si trovi in gravi difficoltà o bloccata presso un ospedale o una stazione dei Carabinieri. Se la vittima cade nell’inganno, la casa rimane incustodita, offrendo ai ladri l’opportunità di agire indisturbati, rubando soldi e oggetti di valore.

L’allarme cresce a seguito di numerose segnalazioni di strane telefonate che coinvolgono presunti parenti in difficoltà. Un esempio è il racconto di una persona che ha testimoniato di aver ricevuto una chiamata da una presunta nipote, coinvolta in un incidente grave. La situazione ha preso una piega ancor più inquietante quando un finto maresciallo dei Carabinieri è intervenuto, spiegando che la ragazza avrebbe affrontato un processo immediato. Il maresciallo ha chiesto alla vittima di recarsi alla stazione dei Carabinieri, lasciando la casa incustodita e offrendo così ai ladri un’opportunità perfetta. Fortunatamente, in questo caso, i malviventi non hanno avuto successo, grazie alla prontezza della vittima nel comprendere la natura fraudolenta della chiamata.

Dopo aver riconosciuto la telefonata come una truffa e la storia dell’incidente come completamente inventata, l’uomo ha prontamente contattato i Carabinieri. Una pattuglia è intervenuta immediatamente, individuando i ladri nelle vicinanze dell’abitazione e impedendo loro di mettere a segno il colpo.

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La nuova truffa telefonica: “Mamma ho cambiato numero”

Questa però non è la sola. Tra le più recenti truffe telefoniche, emerge un’ingannevole frode che utilizza WhatsApp, simulando messaggi da parte di presunti figli. Tuttavia, questa non è l’unica minaccia. Esploriamo ora come identificare tali inganni e adottare misure di difesa per proteggerci.

“Ciao mamma, questo è il mio nuovo numero, mi mandi dei soldi?“. E’ la nuova truffa che viaggia via sms, in cui il truffatore si spaccia per il figlio che ha bisogno di aiuto. “Papà, ho il telefono rotto, mi giri dei soldi su questo Iban”, l’altro messaggio truffaldino che non brilla per fantasia, ma che sfrutta il senso di protezione dei genitori nei confronti dei propri figli in situazioni di bisogno per estorcere somme di denaro.

Le vittime ricevono il messaggio da un numero sconosciuto, che chiede di essere salvato come il nuovo numero del figlio in difficoltà che ha perso il cellulare in seguito a un incidente. Subito dopo, da quello stesso numero, arriva il contatto via Whatsapp e la richiesta di soldi, con un link che rimanda ai truffatori che, spacciandosi per i loro figli, chiedono dati personali o aiuto per pagare bollette o le tasse universitarie, sfruttando la preoccupazione dei genitori.

A richiamare attenzione su questo ennesimo giro di truffe è la polizia di Stato che proprio in queste ore sta lanciando l’allarme chiedendo di prestare particolare attenzione. “Consigliamo di verificare sempre con i familiari prima di rispondere a messaggi come “Mamma ho perso il telefono, questo è il mio nuovo numero” oppure “Ciao papà, mi è caduto il telefono. Questo è il mio nuovo numero. Per favore, puoi mandarmi un WhatsApp?”. In ogni caso mai inviare mai il proprio Iban o i propri dati sensibili quando non si è certi dell’identità della persona dall’altra parte del telefono”.

La nuova truffa telefonica dell’amico o parente

Andiamo con ordine e partiamo dal principio. La nuova truffa sempre più diffusa in Italia è molto semplice. Tutto parte da un contatto che già abbiamo in rubrica, dal quale riceveremo un sms come “Ciao, ti ho inviato un codice per sbaglio, potresti rimandarmelo?”.

Il testo, in genere, contiene un link e rappresenta un tentativo di phishing. Il codice inviato, infatti, consente ai criminali di impadronirsi del vostro account di WhatsApp, accedendo al vostro numero di telefono e quindi a tutti i contatti collegato ad essi.

Questo fa sì sia che si possa perpetrare la truffa ai danni delle altre persone della vostra rubrica, ma anche che i malviventi possano accedere ai vostri dati sensibili e impadronirsi praticamente di tutta la vostra vita. E questo comprende anche le app legate a conti in banca e carte prepagate, ma anche eventuali siti di shopping online, alle e-mail e agli account social.

In poche parole, possono svuotarvi il conto. Per questo motivo, il nostro consiglio è di non cliccare mai su eventuali link presenti negli sms, anche a quelli che arrivano da contatti personali. Inoltre, non condividere MAI i codici di verifica con i propri contatti: potrebbero essere a loro volta caduti in una truffa.

Il messaggio truffaldino su WhatsApp: “ciao papà, mi è caduto il telefono”

Il messaggio classico della “truffa del figlio” è un altro tentativo di truffa molto diffuso. Il testo iniziale sembra molto innocente: “Ciao papà. Mi è caduto il telefono. Questo è il mio nuovo numero. Per favore, potresti mandarmi qui un WhatsApp?”. È comprensibile che ogni genitore, nella volontà di aiutare il proprio figlio, reagisca prontamente a un messaggio di questa natura. Purtroppo però dietro questa richiesta di aiuto si nasconde una truffa ben organizzata.

Il trucco inizia con un semplice SMS, inviato con l’intento di intercettare genitori di adolescenti o anziani, spesso meno attenti a queste minacce virtuali. Il pretesto è la caduta del telefono, seguita dalla comunicazione di un “nuovo numero”. Tuttavia, il pericolo si materializza quando la vittima clicca sul link fornito nel messaggio, inconsapevolmente aprendo le porte del proprio smartphone e dei dati personali ai truffatori.

Una volta caduti nella trappola, i truffatori avanzano ulteriori richieste. Una delle tattiche comuni è quella di chiedere alla vittima di pagare una presunta bolletta a nome del figlio. Questo viene giustificato con presunti problemi nell’app della banca utilizzata con il telefono precedente. Se la persona ingannata acconsente, la fase successiva consiste nell’esigere un trasferimento di denaro immediato, richiedendo l’IBAN per portare a termine la transazione.

Come proteggersi dalla truffa di WhatsApp

Per proteggersi da questa truffa, è fondamentale non cadere nella trappola. Gli esperti di cybersecurity consigliano di non rispondere a messaggi del genere, cancellare la conversazione e rimuovere il numero dalla propria rubrica. Inoltre, è importante educare se stessi e gli altri membri della famiglia sui pericoli delle truffe telefoniche e sull’importanza di mantenere la prudenza nelle comunicazioni online.

Alcuni esperti hanno cercato di contrastare questa truffa inserendo tracciatori IP nei link per identificare i truffatori, ma questa strategia non ha sempre successo. Pertanto, la migliore difesa resta la prevenzione attraverso la consapevolezza e la cautela.

Nonostante sembri impossibile, la truffa telefonica che sfrutta WhatsApp per fingersi un messaggio da parte di tuo figlio è un pericolo reale. Per proteggerti, ricorda di non rispondere a messaggi sospetti, di eliminare le conversazioni e di diffondere la consapevolezza su questo tipo di frodi per evitare che altri cadano nella trappola dei truffatori. La prudenza online è la chiave per proteggere te stesso e la tua famiglia da queste insidie virtuali.

La truffa telefonica in tutta Italia: l’sms di tuo figlio

Si sta diffondendo una truffa telefonica in tutta Italia, e stavolta il bersaglio sono i genitori. L’obiettivo dei truffatori è quello di raggirare i malcapitati, rubare dati personali e svuotare i loro conti bancari. Ma di cosa si tratta nello specifico? Andiamo a vederlo insieme.

La particolarità di questa truffa sta nel fatto che i truffatori si fingono i figli delle vittime, inviando loro messaggi di testo che richiedono una risposta immediata. Tuttavia, è fondamentale resistere alla tentazione di rispondere.

Il messaggio tipico, con tanto di refuso che in tanti stanno ricevendo recita: “Ciao mamma, il mio cellulare è rotto. Ti sto scrivendo ora dal telefono di un amico. Il mio nouvo numero è… Scrivimi su WhatsApp“. Se non si riconosce la truffa, è facile cadere nella trappola e iniziare una conversazione online con i truffatori.

Una volta che la conversazione viene spostata su WhatsApp, i truffatori iniziano a spingere la vittima a compiere determinate azioni. Utilizzando tattiche basate su situazioni di emergenza o pericolo, cercano di convincere i malcapitati genitori preoccupati ad inviare denaro o fornire informazioni sensibili come le credenziali della carta di credito o gli estremi del conto corrente per risolvere presunti problemi.

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Per proteggersi da queste truffe di phishing, è fondamentale non cliccare sul link contenuto nel messaggio iniziale. È importante tenere a mente che le aziende che operano legittimamente e legalmente non richiedono mai informazioni personali o finanziarie attraverso messaggi di testo non richiesti. Pertanto, è sempre meglio evitare di condividere tali dettagli tramite canali non sicuri.

Inoltre, per una maggiore sicurezza, è possibile bloccare il mittente del messaggio. Tuttavia, bisogna fare attenzione perché i truffatori potrebbero utilizzare numeri di cellulare diversi per continuare la loro attività fraudolenta.

La consapevolezza e l’educazione digitale sono strumenti essenziali per prevenire truffe telefoniche come questa. È importante informare gli altri, soprattutto le persone più vulnerabili, sugli schemi di truffa comuni e su come riconoscerli. Inoltre, è sempre una buona pratica consultare direttamente il figlio o la figlia tramite un altro canale di comunicazione affidabile, come una chiamata telefonica o un incontro di persona, per verificare la veridicità delle richieste.

Ricordate, se ricevete un messaggio di testo insolito dal presunto numero di vostro figlio o figlia, è meglio non rispondere immediatamente. Mantenete la calma, verificate l’autenticità del messaggio e agite con cautela per proteggere voi stessi e le vostre informazioni personali.

Cosa fare se avete cliccato sul link contenuto nel messaggio

La Polizia Postale fornisce preziosi consigli su cosa fare nel caso in cui si sia cliccato ingenuamente sul link contenuto nel messaggio di testo:

  • Formattare il dispositivo tramite un ripristino delle impostazioni di fabbrica del telefono.
  • Informare i contatti in rubrica per evitare che anche altre persone cadano nella truffa e siano ingannate dai malviventi.
  • Modificare le password e gli eventuali codici PIN dello smartphone e di tutti i propri account.
  • Contattare il proprio gestore telefonico e segnalare l’incidente per ulteriori misure di sicurezza e supporto

Seguendo queste indicazioni, si può agire prontamente per limitare i danni derivanti dall’aver cliccato sul link fraudolento. La prevenzione e la tempestiva reazione sono fondamentali per proteggere la propria privacy e i propri dati personali.

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