'Penso che un Sogno Così', Fiorello: “Una famiglia come tante"

Lunedì 11 gennaio in prima serata va in onda su Rai1 ‘Penso che un Sogno Così’, serata evento con Giuseppe Fiorello: ecco le parole dell’attore.

11 Gennaio 2021
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“Un progetto coraggioso”, così il direttore di Rai1 Stefano Coletta definisce Penso che un Sogno Così, lo spettacolo con Giuseppe Fiorello in onda sulla rete ammiraglia in prima serata lunedì 11 gennaio. “Racconto”, invece, ama chiamarlo l’attore che in questo viaggio attraversa la sua storia famigliare toccando temi universali.

Dal rapporto con il padre al mito di Domenico Modugno, Beppe crea un gioco di specchi in cui intervengono anche tanti ospiti.  “In questo mio racconto c’è tutta la verità possibile che potevo restituire agli spettatori e al pubblico che negli anni ha assistito alle oltre 350 repliche dal vivo. – spiega Fiorello in conferenza stampa – Ci sono mio padre, la mia famiglia e Domenico Modugno in un intreccio di personaggi.

Questa volta sono io ad entrare nelle case ed è veramente toccante per tutto quello che so esserci dietro quelle storie, c’è tanta tanta vita. E non è una vita speciale perché questo è il racconto di una famiglia molto semplice, una famiglia normale molto unita: una famiglia italiana che si racconta.

Quindi, Giuseppe Fiorello ripercorre la genesi di Penso che un Sogno Così. Tutto è nato un po’ per caso, da un’ispirazione in un’estate siciliana mentre leggevo sotto l’ombrellone. Vedevo da lontano le ciminiere delle fabbriche del paese, ripercorrevo il mio passato, la mia infanzia mentre leggevo la storia bellissima di Agassi in ‘Open’. Questo libro mi ha proprio toccato il cuore perché ho rivisto, per altri versi, il rapporto con mio padre in modo totalmente ribaltato.

Il mio era un rapporto di grande dolcezza e di grande fisicità nel senso di calore della crescita, come dico in una battuta dello spettacolo parlando con me stesso bambino. E il mio testo è nato come uno scorrimento veloce vedendo quello che avevo intorno a me e partendo questa grande ispirazione. E mi sono sentito di anche di restituire così qualcosa a Modugno.

Proprio per questo mi ponevo all’inizio sempre la stessa domanda – spiega ancora Fiorello – Avevo una vocina che si chiedeva perché il pubblico avrebbe dovuto interessarsi alla mia vita. Poi, nelle repliche dal vivo a teatro, ho scoperto che si trattava di un racconto universale: dopo lo spettacolo venivano a trovarmi in camerino persone che mi dicevano di essersi riviste nel racconto.

Così, mi sono reso conto che ci assomigliano tutti e abbiamo tutti una storia da raccontare; non è solo la mia vita ma la vita di tutti noi. Semplicemente il destino mi ha dato l’opportunità di fare questo mestiere e il privilegio di portare in scena questa vita, con la colonna sonora di Modugno per cui ho reso quasi fratelli Mimmo e mio padre.

Al bando la nostalgia, però. “Non è un racconto nostalgico, certo è commovente e a tratti anche molto divertente. – assicura l’attore – Ci sono tratti della mia famiglia allargata, dalla nonna alla zia che spadellava cicoria dalla mattina alla sera e ci imponeva sempre di mangiarne.” E ci sono tanti ospiti, come si diceva: “Molti amici faranno parte di questo racconto a flusso continuo, saranno delle entrate e uscite magiche non come in un classico programma televisivo. È una narrazione continua. Rosario c’è e con lui sarà un momento particolare e totalmente nostro, per voi; sarà un momento di grande intimità come mai ci siamo guardati negli occhi.

Oltre a Fiorello senior, presenti anche Eleonora Abbagnato, Pierfrancesco Favino, Paola Turci, Serena Rossi, Francesca Chillemi. “C’è tutto lo spettacolo teatrale, manca solo un elemento fondamentale che non c’è stato per nostra decisione. Il pubblico: la sua mancanza e il suo silenzio saranno bellissimi. Quello spazio rimarrà vuoto e questo crea anche una certa magia.

Infine, la dedica: “Questo racconto è dedicato a due donne importanti della mia vita, Sara e Franca. La prima mi ha regalato un padre meraviglioso, mi ha messo al mondo e le devo tutto. La seconda mi ha accolto nella casa che fu di Modugno, il mio mito, con un sorriso e un abbraccio immenso. Mi ha dato la sicurezza di poter affrontare questo racconto.

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