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Pesticidi sull’uva, attenzione a questo errore: così rischi di non eliminarli quando la lavi

Come lavare l'uva per eliminare ogni traccia di pesticidi dalla buccia? Attenzione all'errore che fanno in tanti.

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Giuseppe Guarino

Giuseppe Guarino

Giornalista

Ph(D) in Diritto Comparato e processi di integrazione e attivo nel campo della ricerca, in particolare sulla Storia contemporanea di America Latina e Spagna. Collabora con numerose testate ed è presidente dell'Associazione Culturale "La Biblioteca del Sannio".

Quando portiamo l’uva in tavola, lavarla non sembra una cosa così difficile. È un gesto semplice e quasi automatico, eppure, parlando di pesticidi, anche un’abitudine apparentemente innocua può fare la differenza. Il rischio è quello di commettere un errore senza nemmeno accorgercene, convinti di aver pulito bene ogni acino. Prima di gustarla, tuttavia, vale quindi la pena capire a cosa prestare attenzione: dietro il suo consumo si nasconde una questione che riguarda davvero tutti.

L’errore da evitare quando laviamo l’uva prima di mangiarla

Andiamo con ordine e partiamo dal principio. L’errore fondamentale è quello di limitarsi a lavare l’uva tramite un passaggio frettoloso sotto il rubinetto, anche se c’è chi lascia il grappolo immerso nell’acqua senza strofinare gli acini.

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Ad ogni modo, già lavare e sfregare delicatamente la frutta sotto acqua corrente è più efficace della sola immersione nel ridurre i residui superficiali. Per l’uva, tuttavia la raccomandazione è quella di utilizzare uno scolapasta e far scorrere acqua fresca, muovendo il grappolo e strofinando gli acini con delicatezza. Prima di iniziare, sarebbe meglio anche lavarsi le mani.

L’aspetto degli acini, inoltre, non ci permette di capire se siano presenti residui di pesticidi: una buccia lucida non certifica l’assenza di eventuali sostanze chimiche esterne. Per un frutto delicato è preferibile effettuare un movimento molto leggero delle dita, senza sfregare troppo energicamente o danneggiare la buccia.

Ad ogni modo, nessun lavaggio elimina il cento per cento dei residui di pesticidi. Alcune sostanze possono penetrare nei tessuti e non essere raggiunte dall’acqua. Lavare l’uva prima di consumarla resta utile, ma non significa rendere il frutto automaticamente privo di qualsiasi residuo.

Aceto e bicarbonato: i limiti dei rimedi casalinghi

Tra le soluzioni più citate dagli “esperti” di rimedi casalinghi compaiono bicarbonato, aceto e limone. Tre elementi utili in cucina ma che non vanno considerati disinfettanti universali o strumenti capaci di cancellare ogni pesticida.

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Sia chiaro. Un ammollo con un cucchiaino di bicarbonato in circa mezzo litro d’acqua per quindici minuti, seguito da un risciacquo accurato può essere utile. Ma le ricerche sul bicarbonato hanno mostrato risultati interessanti su specifici pesticidi applicati alle mele: non sono una prova che lo stesso risultato valga per tutti i residui sull’uva.

Da evitare assolutamente è invece l’utilizzo di saponi e detergenti. Possono essere assorbiti e non sono necessari per pulirla. Ed è per questo che la pratica di riferimento principale resta il lavaggio accurato sotto acqua corrente.

Uva: lavala prima di mangiarla e attenzione all’umidità

Un altro errore riguarda il momento del lavaggio. Sciacquare tutta l’uva e riporla ancora umida in frigorifero può favorirne il deterioramento. L’umidità facilita infatti lo sviluppo di muffe: meglio lavare soltanto la quantità che si intende consumare.

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Per conservarla, il nostro consiglio è quello di lasciare l’uva non lavata nella confezione originale, se perforata, oppure in un contenitore che permetta la circolazione dell’aria. Il frigorifero aiuta a mantenerla fresca, mentre un recipiente ermetico può favorire la condensa.

Se preferisci lavarla in anticipo, asciuga bene gli acini con carta da cucina prima di riporli in frigo. E ricorda che anche la frutta biologica deve essere lavata.

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