"Piuttosto che", anche tu commetti questo errore quando parli?

Dubbi amletici sull’uso corretto di “piuttosto che”? Forse lo hai sempre utilizzato in modo improprio: ecco cosa ci dicono gli esperti

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La lingua italiana è tanto affascinante e ricca di aneddoti quanto piena di trappole e tranelli e spesso a sbagliare non sono solo gli studenti più svogliati, ma anche i professionisti come giornalisti, pubblicitari, politici (Di Maio, per esempio è stato rimproverato per i suoi congiuntivi) e conduttori, che con le parole ci lavorano e finiscono anche involontariamente per diffondere messaggi sbagliati via radio, tv o social contribuendo a lanciare mode lessicali che poggiano su fondamenta errate.

È il caso della locuzione “piuttosto che”, utilizzata impropriamente al posto di “o”, “oppure” con valore disgiuntivo. È bene chiarire che la congiunzione ha un valore avversativo, come “invece di”, “più che” oppure “anziché”: si contrappone dunque una preferenza rispetto ad un altro elemento che si va così a sostituire. Possiamo utilizzare “piuttosto che” anche con valore comparativo, ma non – come abbiamo detto poco fa – disgiuntivo: usarlo al posto di “oppure”, infatti, rischia serie incomprensioni di comunicazione anche nelle conversazioni di tutti i giorni.

Un esempio? “Cosa facciamo stasera? Possiamo andare al cinema piuttosto che a teatro”.

Secondo voi c’è la stessa probabilità e intenzione di recarsi a vedere un film o una pièce? Per com’è attualmente la situazione (e siamo messi maluccio a giudicare da quanto segnalato dall’Accademia della Crusca), le due opzioni sembrerebbero esattamente uguali; in realtà nella frase utilizzata da esempio, le due alternative non hanno la stessa rilevanza e si preferisce andare nettamente al cinema.

 

Si crede che l’inizio degli equivoci legati a “piuttosto che” sia da individuare tra gli anni ’80 e ’90 in alcune regioni del Nord Italia, dove a questa congiunzione è stato attribuito un valore più “aulico” sostituendola pian piano al ben più banale “o” e avvicinandola anche a “oltre che”.

Non vi sembra più elegante dire “Il menù vi propone diversi piatti a base di pasta, piuttosto che carne, piuttosto che pesce”? Sì, tuttavia il senso alla base di questa espressione, in cui potremmo pensare di essere ad un pranzo pantagruelico, è completamente l’opposto.

A girare il coltello nella piaga, ma con una buonissima dose di ironia, nel 2015 ci ha pensato Giacomo Lariccia, noto cantautore italiano trasferitosi da più di quindici anni a Bruxelles, che con la benedizione degli attivisti grammaticali del Fronte di Liberazione del “Piuttosto che”, si è reso protagonista di un video in cui dichiara: “Il piuttosto che con valore disgiuntivo è illegale”, invogliando giovani e giovanissimi a fare un uso corretto della grammatica italiana (qui le espressioni più bizzarre segnalate dall’Accademia della Crusca).

 

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