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Scoperto il buco nero più lontano di sempre

Un team di astronomi ha scoperto il buco nero più lontano di sempre, situato ai confini dell'Universo

Gli astronomi hanno annunciato di aver scoperto il buco nero più lontano di sempre. Questa formazione, situata ai confini dell’Universo, è gigantesca e si è formata 690 milioni di anni dopo il Big Bang. Secondo alcuni calcoli la luce che viene emessa dai gas che sono attratti dalla sua forza gravitazionale impiega circa 13 miliardi di anni per arrivare sino alla Terra.

Un buco nero di questo tipo è unico nel suo genere e offre ai ricercatori la possibilità di scoprire qualcosa di più sul nostro Universo. Lo studio è stato pubblicato su “Nature”ed è stato svolto da 18 scienziati. Per gli astronomi l’enorme buco nero potrebbe spiegarci come si è evoluto l’Universo, come si sono formate le stelle e sono nati i pianeti.

Il quasar ULAS J134208.10+092838.61 associato al buco nero costituisce una galassia primordiale visibile dal nostro Pianeta grazie alla luce che, sotto forma di radiazioni, è arrivata alla Terra. A scoprirla, dopo un viaggio lungo miliardi di anni, sono stati il telescopio Magellano in Cile, le antenne del Noema array dell’Iram in Francia ed infine il radiotelescopio Very large array che si trova in Messico.

Tra gli esperti che hanno analizzato il buco nero anche Roberto Decarli dell’Inaf: “Noi, com’è ovvio, non possiamo osservare direttamente i buchi neri – ha spiegato a Repubblica -. Quello che vediamo sono le radiazioni emesse dai gas che ci cadono dentro. E si scaldano: un po’ come la lava dei vulcani che diventa incandescente. Le emissioni, come in questo caso, sono notevoli, tanto da rendere impossibile vedere la luce delle stelle della galassia che lo ospita”.

“Per noi è come un faro che illumina quell’epoca, detta ‘della reionizzazione’ – ha svelato Decarli – ovvero la fase in cui i gas “inerti” hanno cominciato a ionizzarsi (perdere elettroni e acquistare una carica ndr). Questo grazie alle stelle che hanno cominciato a nascere e diffondere fotoni in giro per lo spazio. Ecco, questo oggetto si trova in una fase di transizione dell’Universo”.

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