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Scoperto in Thailandia il 'fiore del diavolo': è l'unico capace di sopravvivere senza fotosintesi. Come è fatto

Identificata nel Parco Nazionale Thong Pha Phum la nuova specie Thismia daemona: una pianta acrofilica e micoeterotrofa che sopravvive al buio nutrendosi grazie ai funghi del sottosuolo

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Alessia Malorgio

Alessia Malorgio

Content Specialist

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Nelle profondità delle foreste montane della Thailandia, a quasi mille metri di altitudine, la natura ha rivelato uno dei suoi segreti più insoliti e affascinanti. Un gruppo di botanici ha recentemente identificato e descritto una nuova specie appartenente al genere Thismia, subito ribattezzata con un nome un po’ inquietante, “fiore del diavolo” per via delle sue singolari caratteristiche morfologiche. Il nome scientifico assegnatole, Thismia daemona, evidenzia la sua natura misteriosa e il suo aspetto cupo e inquietante, che è ben distante dalle classiche piante fiorite a cui siamo abituati.

Un aspetto “diabolico”: macchie rosse e appendici a forma di corna

Ciò che colpisce al primo sguardo di Thismia daemona è il suo aspetto esteriore altamente poco convenzionale. La pianta è di dimensioni minuscole e presenta una colorazione scura, quasi nera, che la rende estremamente difficile da individuare tra il fogliame e la lettiera del sottobosco.

A rendere la sua forma ancora più evocativa sono le particolari appendici superiori che ricordano piccole corna. Sulla sua superficie spiccano inoltre due caratteristiche macchie di colore rosso-arancio che, nelle riprese fotografiche, ricordano vagamente un paio di occhi minacciosi. Lo studio ufficiale, pubblicato sulla nota rivista scientifica PhytoKeys, ne ha confermato l’unicità genetica e anatomica analizzando cinque marcatori del DNA nucleare e mitocondriale.

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La vita senza fotosintesi: la micoeterotrofia e il ruolo dei funghi

A differenza della stragrande maggioranza delle specie vegetali, il “fiore del diavolo” è del tutto privo di clorofilla ed è una pianta achlorofilla. Ciò significa che ha del tutto rinunciato al processo di fotosintesi clorofilliana e non dipende dalla luce solare per sintetizzare il proprio nutrimento.

Ma come riesce a sopravvivere al buio? E’ veramente possibile? La risposta risiede nel suo stile di vita micoeterotrofo. Thismia daemona sfrutta una complessa rete micorrizica sotterranea, connettendosi ai funghi presenti nel terreno tramite radici ramificate. Attraverso questa simbiosi parassitaria, trae il carbonio e i nutrienti essenziali direttamente dal sistema fungino, trascorrendo gran parte del suo ciclo vitale nascosta sotto terra o nella lettiera.

Una specie già a rischio estinzione: meno di 50 esemplari conosciuti

Nonostante la sua straordinaria rilevanza scientifica, la scoperta di Thismia daemona porta con sé un forte allarme di carattere conservazionistico. Finora gli scienziati sono riusciti a censire meno di 50 esemplari in natura, rendendo questa specie una delle più rare e vulnerabili della regione.

Il suo habitat naturale limitato è esposto a continue minacce legate al disturbo antropico e ai cambiamenti climatici. I ricercatori sottolineano l’urgenza di proteggere l’ecosistema del Parco Nazionale Thong Pha Phum per evitare che questo fragile e misterioso organismo possa scomparire prima ancora che la scienza possa comprenderne appieno il ruolo ecologico.

La scoperta del “fiore del diavolo” è l’ennesima conferma di quanto le foreste tropicali del nostro pianeta custodiscano ancora specie sconosciute capaci di sovvertire le classiche regole della biologia. Studiare e tutelare organismi così estremi costituisce un imperativo morale per difendere l’inestimabile e fragile biodiversità globale dal rischio di estinzione.

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