Scoperto il kit per tatuaggi più antico del mondo

Negli Stati Uniti un team di archeologi ha portato alla luce il più antico kit per tatuaggi, utilizzato dai nativi americani

L’amore per i tatuaggi è qualcosa che caratterizza l’esistenza dell’uomo sin dai tempi antichi. Lo dimostra la scoperta di un kit per tattoo che risale a 3600 anni fan e che sarebbe stato utilizzato nell’antichità per disegnare la pelle di alcuni nativi americani.

Il kit è stato ritrovato in una sepoltura a Nashville, nel Tennessee, in una zona abitata da cacciatori e raccoglitori preistorici. La scoperta, come riporta la rivista “Mental Floss”, è stata effettuata dal professor Deter Wolf, della Tennessee Division of Archaeology, e da Tanya Perez, archeozoologa della Florida University.

Il kit è costituito da ossa di tacchino appuntite per diventare degli aghi con cui realizzare il tatuaggio desiderato. Inizialmente gli archeologi erano convinti di aver trovato un kit con attrezzatura medica, in seguito però si sono resi conto che il sacchetto in pelle animale nascondeva qualcosa di più.

“Dall’arrivo degli europei, ogni gruppo di Nativi Americani nelle Grandi Pianure, nelle zone dell’Est e dei Boschi si tatuava – hanno raccontato gli studiosi – sospettiamo che sia una cosa fortemente collegata alla storia dei Nativi Americani”.

Ma come hanno fatto gli archeologi a scoprire che si trattava di un kit per tatuaggi? Semplice, l’hanno testato su se stessi. Deter Wolf ha infatti utilizzato gli strumenti trovati nella tomba per realizzare un tatuaggio sulla propria pelle. Per realizzare l’esperimento ha imitato un tattoo rinvenuto sulla pelle di Otzi.

Come molti ben sanno quest’ultimo viene chiamato anche Uomo di Similaun ed è stato ritrovato nel 1991 sulle Alpi Venoste. L’Homo Sapiens era vissuto intorno al 3300 a.C. e la sua mummia è antichissima è stata analizzata a lungo dagli studiosi che hanno trovato sulla sua pelle ben 61 tatuaggi, fra croci, linee e punti.

Lasciandosi ispirare da Otzi, Deter Wolf ha realizzato un tatuaggio con ago di osso e dell’inchiostro nero. Sul braccio sinistro l’archeologo ha effettuato 1500 incisioni singole, sino a creare un disegno perfetto.

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