Cos'è e come funziona il secondary ticketing

Cos’è il secondary ticketing e quali sono le sue conseguenze? Il bagarinaggio online sta distruggendo la passione per gli eventi.

Negli ultimi giorni si è tornato a parlare di secondary ticketing, una delle piaghe dell’era del web: ecco in cosa consiste.

C’era una volta il bagarinaggio cosiddetto “romantico”: quando non si faceva in tempo a comprare il ticket di un evento si andava davanti lo stadio, a un concerto, a un teatro e si acquistava dall’omino il biglietto con prezzo maggiorato. I “bagarini” sono ormai scomparsi e, a parte qualche raro caso in paesi dove il World Wide Web non è sfruttato al massimo, adesso sono stati soppiantati dai siti di secondary ticketing. Cosa sono nello specifico? Sono piattaforme online dove sono rivenduti i biglietti acquistati dai canali ufficiali. Una cosa legale, se non fosse per il fatto che il prezzo viene aumentato di diversi punti percentuali. Arrivando, come nel caso dell’attesissima partita Roma – Liverpool, a maggiorazioni anche del 1000%. I siti di secondary ticketing continuano a proliferare e a fare scandalo a ogni evento, proprio perché si muovono sul filo della legalità. Non è contro la legge comprare un biglietto e rivenderlo. E il prezzo non è specificato nel nostro ordinamento giuridico. Senza contare che un solo utente può comprare fino a quattro biglietti per poi rivenderli.

Soprattutto nell’ultimo periodo si sta cercando di porre un argine a questo sistema di vendita online, ma con scarsi risultati. Il problema non è solo la proliferazione di queste piattaforme, ma anche i grossi interessi finanziari che si sospetta ci siano dietro. Tra le soluzioni che sono state immaginate per limitare il fenomeno del bagarinaggio 2.0 ci sono stati il divieto d’uso dei Bot (solido alleato dei rivenditori furbetti), la smaterializzazione dei biglietti e l’obbligo di metterci sopra il nominativo della persona che lo acquista. Quest’ultima trovata però, è stata giudicata dalle aziende troppo macchinosa se non impraticabile: è stata adottata poche volte come soluzione, ed è improbabile che accada anche in futuro.

Se in Italia il secondary ticketing è visto come una piaga, in altri paesi è invece normalmente accettato. Si tratta di quelli dove il mercato libero è un pilastro della società e la concorrenza una cosa praticata tutti i giorni e non sottoposta a regolamentazione. Peccato che lì si abbia un’altra cultura.

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