Sicilia, la storia del castagno dei cento cavalli

In Sicilia, sul versante orientale dell’Etna, si trova il castagno più antico e più grande al mondo: ha oltre 2mila anni.

21 Ottobre 2020
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Ogni anno è davvero un compleanno importante per il castagno dei cento cavalli. Eh già, perché si tratta dell’albero di castagne più antico e più grande del mondo con alle spalle tra i 2mila e i 4mila anni di vita. La storica pianta si erge maestosa in Sicilia, nei pressi di San’Alfio, centro abitato lungo il versante occidentale dell’Etna.

Entrato nel Guinness dei Primati per la sua unicità, il castagno è alto più di 22 metri e ha un tronco con una conferenza di 22 metri circa. Inoltre, vanta – dal 2008 – il titolo di Monumento Messaggero di Pace dell’Unesco e ha ispirato un’opera d’arte prestigiosa conservata al Louvre.

Sono tanti, non solo gli anni di questo speciale albero, ma anche, come è facile immaginare, le leggende che lo circondano dalla notte dei tempi. La più nota vede protagonista una regina, Giovanna I d’Angiò, alla guida di Napoli dal 1343. La nobildonna si trovava proprio sull’Etna per una battuta di caccia, accompagnata da decine di cavalieri e dame.

Durante le operazioni, però, un violento acquazzone si abbatté sul gruppo che fu costretto a cercare un riparo di fortuna. Proprio il tronco del vetusto castagno protesse l’intera compagnia tenendola all’asciutto fin quando non spiovve. Poco importa che Giovanna I non visitò mai la Sicilia…

Un’altra leggenda sul castagno dei cento cavalli vede coinvolta addirittura l’imperatrice Isabella d’Inghilterra, moglie di Federico II di Svevia. Ma ci sono anche svariati documenti che citano l’albero, descritto da Pietro Carrera nel volume Il Mongibello (1636) e da studiosi di botanica che a più riprese ne hanno contemplato la storica bellezza.

Tra verità e folklore, comunque, il castagno dei cento cavalli – che più realisticamente pare ne possa ospitare una trentina – è una testimonianza della forza, della resistenza e anche un po’ dell’imprevedibilità della natura.

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