Trovata a Città di Castello una moneta romana rarissima

A Città di Castello è stata ritrovata una moneta romana rarissima, ne esistono infatti solo 5 esemplari al mondo

Fonte: Twitter

Una moneta rarissima e un tesoro portato alla luce dai Carabinieri. Accade a Città di Castello, dove è stata ritrovata un’antica moneta romana così rara che ne esistono solamente cinque esemplari al mondo.

A trovarla i carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale di Perugia, che hanno eseguito un blitz, sequestrando il prezioso reperto archeologico che era custodito nella casa di un uomo che la deteneva illegalmente.

Sono in tutto tredici le monete sequestrate a Città di Castello. La più preziosa, risalente a 1700 anni fa, è stata attribuita a Costantino II Cesare e coniata alla zecca di Arelate, nella città che oggi viene chiamata Arles situata nella Provenza-Camargue francese. La moneta si trovava nella casa di un privato cittadino umbro, insieme con “altro materiale di interesse archeologico risalente al IV secolo dopo Cristo” come hanno spiegato gli stessi carabinieri.

Durante il blitz sono stati sequestrati anche due metaldetector portatili che venivano probabilmente utilizzati per cercare reperti archeologici di valore nelle aree agricole dell’Umbria. Queste zone infatti sono ricche di tesori nascosti nel sottosuolo e accessibili a chiunque. Probabilmente le monete sarebbero presto finite nel mercato nero, rivendute a qualche collezionista ed estimatore, pronto a pagare una fortuna pur di averle. Ora che sono nelle mani dei carabinieri invece potranno essere ammirate da tutti, in particolare la più antica e rara, di cui esistono, come è detto, solamente cinque esemplari in tutto il mondo.

La persona che possedeva le monete antiche è stata denunciata per violazioni in materia di ricerche archeologiche e per possesso illecito di beni culturali. Il sequestro del materiale è avvenuto dopo una lunga indagine e ricerche compiute dalle forze dell’ordine e coordinate dalla Procura della Repubblica di Perugia. Le indagini, comunque sia, sono ancora in corso, e le forze dell’ordine stanno cercando di accertare ulteriori responsabilità penali, ma soprattutto la presenza di altri reperti trafugati e nascosti per essere poi rivenduti.

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