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Monete con errore di conio, ecco quali valgono di più

Gli errori di conio possono fare salire vertiginosamente il valore di una moneta: andiamo a vedere quali sono quelli più ricercati

1 Dicembre 2021
Fonte: ANSA

Di tanto in tanto capita di trovarsi di fronte a monete dall’aspetto insolito, ovvero a variazioni ed errori di conio. Si tratta spesso di imperfezioni derivanti dalla mancata precisione del processo produttivo, ovvero della fase di conio stessa.

Spesso, dunque, gli errori di conio vengono ritirati dalla circolazione e risultano essere molto rari, tanto da essere piuttosto ricercati dai collezionisti: ma quali sono quelli che valgono di più?

Partiamo dalla più piccola delle monete in euro, ovvero quella in rame da 1 centesimo, che normalmente presenta Castel del Monte sulla sua faccia. Ebbene, in giro dal 2002 c’è il cosiddetto “centesimo sbagliato”, ovvero circa 7mila monete prodotte per errore dalla zecca, che sulla loro faccia non presentano Castel del Monte ma la Mole Antonelliana, ovvero quella presente sulla moneta da 2 centesimi. In realtà, la monetina è più grande di quella da 1 centesimo, ma più piccola di quella da 2, tanto che può essere considerata un ibrido tra le due. Controllate nelle tasche: il suo valore varia dai 2mila ai 6mila euro!

Se invece torniamo indietro nel tempo, in tanti si ricorderanno che nel 1969 comparvero alcune 5 lire con una particolarità piuttosto visibile: il primo “1” dell’anno di conio risultava capovolto. Il valore di queste monete, oggi, è di poco più di un centinaio d’euro. Tra gli errori di conio delle vecchie lire più noti ci sono poi le vecchie 200 lire dalla testa pelata: la testa raffigurata sulla moneta, infatti, in certe versioni non presentava capelli sulla fronte. Anche questa ha un valore di più di 100 euro.

Chiudono la lista le celeberrime 500 lire d’argento, quelle delle “caravelle”. Nel 1957 ne fu realizzata una versione di prova in 2.200 esemplari, dati in omaggio a deputati, senatori e alte personalità pubbliche dello stato. Queste monete presentano la dicitura “prova” e le bandiere rovesciate rispetto alle 500 lire d’argento standard. A seconda dello stato di conservazione, il loro valore va dagli 8mila ai 13mila euro.

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