Uccelli fanno i nidi con i rifiuti di plastica: allarme dal Cile

I cormorani dalle zampe rosse della zona hanno iniziato a costruire i nidi con i rifiuti in plastica. "Agire subito" e l'appello dei ricercatori.

5 Ottobre 2020
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Non è una bella immagine quella che arriva dal Cile, più precisamente dalla costa del deserto di Atacama nel nord della nazione. In quella zona i cormorani dalle zampe rosse sono infatti soliti costruire i loro nidi: per farlo usano alghe, piume e guano. Tutto ciò che la natura circostante offre ai volatili per realizzare un nido sicuro e solido.

Su Marine Pollution Bulletin è apparso però un articolo che racconta una realtà sconvolgente e a cui bisogna assolutamente porre rimedio. Il prima possibile.

Mejillones Bay è una città portuale sfortunatamente colma di rifiuti di plastica. I cormorani dalle zampe rosse stanno dunque costruendo i loro nidi proprio con la spazzatura e le immagini che arrivano dal Cile sono preoccupanti e strazianti.

“Questa potrebbe essere la colonia più contaminata al mondo – ha dichiarato Ana García-Cegarra, professoressa di biologia all’Università di Santo Tomás Antofagasta e autrice dello studio sui cormorani assieme al Centro no profit di fauna marina e osservazione delle balene, come scrive GreenMe – Altri studi hanno rilevato che l’80% dei nidi in una colonia era fatta di plastica, noi abbiamo visto che in 151 nidi, il 100% era plastica”.

Non più dunque ‘case’ fatte di alghe e piume, ma nidi costruiti con materiali in plastica, come attrezzature da pesca, teloni industriali e sacchetti di plastica. “Qui riportiamo le prove che la colonia di cormorano dalle zampe rosse (Phalacrocorax gaimardi) sta utilizzando plastica come materiale di nidificazione in due importanti strutture portuali nel Cile settentrionale” recita la ricerca del Marine Pollution Bulletin. Probabilmente, sempre secondo lo studio, gli uccelli trovano la plastica in fondo al mare, essendo una specie subacquea. Va da sé che la nuova abitudine non può essere che cattiva e dannosa per l’intero ecosistema. “Dobbiamo agire subito e ridurre il nostro consumo di plastica” ha infatti concluso Ana García-Cegarra.

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