Un elefante riconosce il veterinario che lo ha salvato 12 anni fa

L'incredibile storia arriva dalla Thailandia

20 Luglio 2021
Se condividi l'articolo su Facebook guadagni crediti vip su Libero Cashback Risparmia con lo shopping online: a ogni acquisto ti ridiamo parte di quanto spendi. E se accumuli crediti VIP ottieni rimborsi piĆ¹ alti!
Fonte: 123rf

Non a caso si dice memoria da elefante. E questa storia ci può aiutare a capire il motivo. Dalla Thailandia arriva un’immagine davvero commovente. Protagonisti sono Pattarapol Maneeon, un veterinario del Dipartimento dei parchi nazionali, e Plai Thang, un pachiderma di 31 anni. L’uomo allunga il braccio, e l’elefante tocca la sua mano con la proboscide. Un incontro tenero ma casuale si potrebbe pensare. E invece no, perché i due si erano già conosciuti 12 anni fa.

Come riporta Lastampa.it, la loro amicizia è iniziata nel 2009. L’elefante era stato trovato in difficoltà nei boschi di Rayong, nell’est della Thailandia. Soffriva di tripanosomiasi potenzialmente fatale, una condizione parassitaria (nota anche come malattia del sonno) che gli aveva portato febbre, perdita di appetito, gonfiore sul muso, sul collo e sullo stomaco, occhi infiammati, gambe e schiena rigide e anemia.

“Quando lo abbiamo trovato era vicino alla morte” spiega il veterinario che lo ha curato. Dopo diversi mesi l’animale si era ripreso e quindi era stato rimesso in libertà.

Nei giorni scorsi l’incontro assolutamente non previsto. Il dottor Pattarapol Maneeon stava pattugliando un’area del parco e ha sentito un barrito familiare, quello di Plai Thang. Il veterinario, allora, pur mantenendo adeguate distanze, ha allungato il braccio, come per farsi annusare, e l’elefante ha dimostrato di averlo riconosciuto.

“Ricordo molto chiaramente quel verso – racconta il dottor Pattarapol – . Il rumore di Plai Thang è davvero unico. Quando ci siamo incontrati la prima volta era molto aggressivo. Il suo corpo era debole e non poteva combattere altri elefanti. Gli ci è voluto molto tempo per guarire, ma abbiamo imparato che era molto intelligente e si prendeva cura di se stesso. Quando ci siamo incontrati di nuovo ci siamo ricordati e ci siamo salutati. È stato un momento molto speciale. Spero che incoraggi tutti ad apprezzare il lavoro che le persone fanno con gli elefanti”.

più popolari su facebook nelle ultime 24 ore

vedi tutti