Allarme nucleare, la prima cosa da fare in caso di rischio

Con l'allarme nucleare di nuovo impellente in Europa compaiono le prime regole per sopravvivere all'avvelenamento radioattivo. Ecco cosa fare

24 Agosto 2022
Fonte: 123RF

Con il conflitto tra Russia e Ucraina in atto, il Presidente Zelensky ha reso noto che la centrale nucleare di Zaporizhzhia, che è stata al centro della guerra nelle ultime settimane, è ora “pericolosa al 100%”.

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Un avvertimento che lancia il terrore nucleare su tutta l’Europa, tanto che in seguito ai bombardamenti russi sembra che le polveri radioattive si siano già sollevate sui cieli dell’Ucraina. Se da un lato si spera che l’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA) delle Nazioni Unite possa inviare esperti nell’impianto occupato dai russi per completare i controlli di sicurezza essenziali, dall’altro i timori sono sempre più forti.

Ma qual è la prima cosa da fare in caso di rischio nucleare?

Innanzitutto bisogna ripararsi all’interno di edifici, rimanendo al chiuso, possibilmente in stanze senza finestre. È quindi necessario chiudersi dentro, sbarrando porte e finestre e ogni possibile apertura. Un seminterrato o un garage rappresentano forse l’opzione migliore, altrimenti è necessario porsi al centro dell’edificio, quanto più lontano possibile da aperture.

Sopravvivere alla prima fase di una possibile esplosione nucleare è qualcosa di complicato: bisogna stare attenti a non essere contaminati o, per lo meno, assorbire meno radiazioni possibili. L’avvelenemanto radioattivo è incredibilmente rapido e, non esistendo farmaci preventivi, è necessario tentare di mantenersi il più puliti possibile.

Piombo, acqua e cemento sono delle ottime barriere, sebbene l’imprevedibilità assoluta di un evento di questo tipo impedisce di sapere in anticipo dove ci si trova al momento dell’esplosione.

Si può dunque solo fare di tutto per prevenire gli effetti secondari, riparandosi il prima possibile… A questo punto, è difficile portare avanti un’esistenza normale: cibi e acqua potrebbero essere contaminati ed è quindi necessario tentare di accedere solo a cibi alternativi, provenienti dal sottosuolo, come lombrichi, talpe, tassi, carote, patate o ravanelli… Anche l’acqua potabile è un fattore di contaminazione radioattivo elevato: dotarsi di un pozzo e bere solo acqua proveniente da esso è l’opzione più sicura. Peccato che non tutti dispongano della possibilità e delle risorse per poterselo permettere.

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