Fonte: ANSA

La CIA "svela" un tempio nascosto sotto la Sfinge: è la leggendaria Sala degli Archivi egizia?

La CIA riaccende il mistero della Sfinge: sotto il monumento potrebbe celarsi la leggendaria Sala degli Archivi egizia?

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Giuseppe Guarino

Giuseppe Guarino

Giornalista

Ph(D) in Diritto Comparato e processi di integrazione e attivo nel campo della ricerca, in particolare sulla Storia contemporanea di America Latina e Spagna. Collabora con numerose testate ed è presidente dell'Associazione Culturale "La Biblioteca del Sannio".

Uno strano documento attribuito alla CIA è tornato in auge e sembra destinato a far discutere appassionati di misteri egizi e curiosi della storia antica. Al centro del caso c’è una frase enigmatica: un presunto “tempio sotto la Sfinge”. Tanto è bastato per riaccendere un caso millenario: sotto il monumento più enigmatico della piana di Giza si nasconde la leggendaria Sala degli Archivi egizia?

Il documento CIA del 1952 e quella frase sul “tempio sotto la Sfinge”

Andiamo con ordine e partiamo dal principio. La storia comincia dal riemergere di un fascicolo datato 20 novembre 1952, indicato come un modulo di presentazione per materiale grafico. Non si tratterebbe di un dossier archeologico in senso stretto, ma di un inventario relativo a undici rulli di pellicola in bianco e nero realizzati alla fine del 1950. Gran parte del documento riguarderebbe scavi in Afghanistan, con note tecniche sul materiale fotografico e perfino avvertenze sulla pericolosità della pellicola al nitrato, considerata infiammabile ed esplosiva.

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Tra descrizioni apparentemente ordinarie, però, compare una riga destinata a far discutere: “Temple under Sphinx; July ’50”, ovvero “Tempio sotto la Sfinge; luglio ’50”. Una formula breve, quasi burocratica, ma sufficiente a trasformarsi in benzina per le ipotesi più suggestive.

Ed è qui che arriva internet. Per molti appassionati online quella nota sarebbe una sorta di indizio ufficiale: la prova che sotto la piana di Giza esisterebbero ambienti nascosti, forse conosciuti da tempo e mai davvero raccontati al grande pubblico.

Il punto, però, è proprio questo: una frase d’archivio non equivale automaticamente a una scoperta archeologica. Potrebbe indicare materiale filmato collegato alla zona della Sfinge, oppure riferirsi in modo impreciso a strutture già note. Ma l’espressione “under”, “sotto”, ha acceso l’immaginazione collettiva, perché sembra evocare non solo un tempio vicino alla Sfinge, ma qualcosa collocato al di sotto del monumento.

La Sala degli Archivi: mito, Atlantide e immaginario esoterico

Il motivo per cui la frase ha fatto tanto rumore è legato a una leggenda molto più antica nel moderno immaginario esoterico: quella della Sala degli Archivi. Secondo questa tradizione, sotto la Sfinge sarebbe nascosta una camera segreta contenente documenti, mappe e conoscenze provenienti da una civiltà perduta. La versione più celebre del mito è legata a Edgar Cayce, il sensitivo americano soprannominato “profeta dormiente”, che negli anni Trenta parlò di una sala sotto una zampa della Sfinge.

Secondo le sue presunte visioni, quel deposito avrebbe custodito la storia di Atlantide, testimonianze di una scienza preistorica avanzata e memorie di cataclismi capaci di distruggere civiltà precedenti alla nostra. È ovviamente un racconto che mescola archeologia, spiritualismo, mito atlantideo e fascino per l’Egitto faraonico: ingredienti perfetti per trasformare la piana di Giza in un palcoscenico di teorie alternative.

Negli anni Novanta, l’interesse per possibili cavità sotterranee fu alimentato anche da ricerche condotte con radar e strumenti geofisici. Alcuni studi avrebbero individuato anomalie e vuoti nel sottosuolo calcareo della zona. Ma qui bisogna fare un distinguo: un’anomalia geologica o un vuoto non dimostrano l’esistenza di una biblioteca segreta, né di un tempio nascosto con funzione rituale o archivistica. Sono dati da interpretare, non conferme definitive.

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