Alieni su Marte? Le enigmatiche formazioni simili a gigantesche ragnatele scoperte sulla superficie di Marte stanno attirando l’attenzione della comunità scientifica internazionale. Le immagini, catturate dal rover Curiosity della NASA, mostrano intricate strutture chiamate “boxwork”, una paesaggio geologico caratterizzato da una rete di creste minerali intrecciate, che secondo gli esperti potrebbero rappresentare una delle prove più importanti della presenza passata di acqua liquida sul Pianeta Rosso — e forse persino di antiche forme di vita aliena microbica.
Le ragnatele di Marte viste da vicino
Osservate dall’alto, queste strutture ricordano enormi tele di ragno che si estendono per chilometri attraverso il paesaggio marziano. A livello del suolo, invece, appaiono come una complessa rete di creste e depressioni che attraversano il terreno.
Gli scienziati ritengono che le formazioni si siano create milioni di anni fa quando l’acqua sotterranea scorreva attraverso le fratture della roccia. Nel tempo, i minerali trasportati dall’acqua si sarebbero depositati e solidificati, formando delle creste resistenti all’erosione mentre il terreno circostante si consumava lentamente.
Ogni cresta raggiunge un’altezza compresa tra uno e due metri, creando un paesaggio spettacolare e allo stesso tempo fondamentale per comprendere il passato climatico del pianeta.
La scoperta del rover Curiosity
Le immagini sono state raccolte dalla fotocamera Mastcam del rover Curiosity mentre il veicolo esplorava il Monte Sharp, situato all’interno del cratere Gale su Marte.
Per la prima volta gli scienziati hanno potuto osservare queste strutture da vicino, dopo anni di studi effettuati soltanto tramite immagini satellitari. La scoperta potrebbe modificare radicalmente le teorie sulla durata della presenza di acqua liquida sul pianeta.
Secondo la scienziata della missione Tina Seeger, la posizione delle strutture è particolarmente significativa. Il fatto che siano state trovate così in alto sul monte suggerisce che il livello delle falde acquifere sotterranee fosse molto più elevato di quanto ipotizzato finora.
Acqua liquida su Marte più a lungo del previsto
Gli studiosi ritengono che la presenza di queste strutture sia una forte indicazione del fatto che Marte abbia mantenuto condizioni potenzialmente abitabili per un periodo molto più lungo rispetto alle precedenti stime.
“Vedere le formazioni così in alto sulla montagna suggerisce che la falda acquifera dovesse essere molto elevata”, ha spiegato Tina Seeger in un’intervista riportata dalla BBC. “Questo significa che l’acqua necessaria per sostenere la vita potrebbe essere rimasta presente molto più a lungo di quanto pensassimo osservando il pianeta dall’orbita”.
Gli esperti stanno ora cercando di capire perché attorno alle creste siano presenti particolari noduli minerali. Una delle ipotesi è che le creste si siano cementificate per prime, mentre successive infiltrazioni d’acqua abbiano creato i depositi osservabili oggi.
La caccia alla vita aliena continua
La scoperta alimenta ulteriormente la ricerca di possibili forme di vite aliene su Marte. Sebbene non siano state trovate prove dirette di organismi viventi, la presenza prolungata di acqua liquida aumenta significativamente le probabilità che il pianeta abbia potuto ospitare microbi o altre forme di vita elementare nel remoto passato.
Le future missioni della NASA e delle altre agenzie spaziali internazionali potrebbero concentrarsi proprio su queste strutture geologiche, considerate oggi tra i luoghi più promettenti per individuare eventuali tracce biologiche fossili.