Chi sono i BowLand, concorrenti di X-Factor 12

I BowLand sono un progetto musicale nato dalla collaborazione di tre ragazzi di Teheran, che hanno superato le Audizioni di X-Factor 12.

I BowLand sono un progetto musicale nato dalla collaborazione di tre ragazzi di Teheran, che hanno superato le Audizioni di X-Factor 12.

I BowLand si sono formati nel 2015 e da allora hanno già prodotto un album, uscito il 21 aprile del 2017, dal titolo “Floating Trip”. Il progetto musicale vede protagonisti tre ragazzi di Teheran, attualmente stabiliti a Firenze. Si tratta di Lei Low, Pejman Fa e Saeed Aman. Il loro è uno stile sperimentale, cha rapisce tutti i presenti in un secondo, dal pubblico ai giudici.

Hanno uno stile ben preciso e, nel momento in cui iniziano a proporre la loro musica, sono in grado di generare un’atmosfera particolare, che fa venire i brividi. È qualcosa di nuovo, diverso, da non farsi scappare. Il problema più grande dei talent show sono i partecipanti che si ostinano a rincorrere lo stile altrui. È in fondo ciò che Manuel Agnelli ha spiegato nel giudizio (positivo) su Pierfrancesco Criscitiello.

Quando dei concorrenti propongo qualcosa di proprio, di unico, di mai sentito, sarebbe un reato lasciarli andare via senza promuoverli dalle Audizioni ai Bootcamp. Il loro modo di creare musica è artigianale, con sonorità ricreate con strumentazioni rudimentali e non tecnologiche. Quando poi Lei Low si aggiunge all’equazione, facendo scivolare nell’atmosfera generata la sua voce suadente, ecco nascere un mood erotico, come lo definisce Mara Maionchi.

Il brano proposto non è un inedito, bensì una cover. Sembra quasi un ossimoro, considerando l’originalità generale dell’audizione, ma nessuno riesce a riconoscere la canzone in questione. Si tratta di “Get Busy” di Sean Paul. Un brano suonato a modo loro, divenuto unico e ben distante da quella che è la sonorità originale.

Molto presenti sul web, con circa 4.5mila follower su Instagram e un canale YouTube ricco di brani, così come Giulia Licciardello da quelli inseriti nel loro album alle cover, con le quali è spesso più semplice farsi largo sul web. In rete si parla di loro con entusiasmo, anche se il loro stile non sia immediato come altri.

Ascoltare i BowLand vuol dire fermarsi e apprezzare ogni sfumatura. Un trio che potrebbe rappresentare la vena alternativa di questa edizione, di cui X-Factor ha di certo bisogno. Ora si attende con ansia la loro esibizione ai Bootcamp.

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