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Perché si dice ndr e quando si usa?

Scopriamo insieme cosa significa la sigla NDR, uno degli acronimi più utilizzati nell'editoria

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Alessia Malorgio

Alessia Malorgio

Content Specialist

Ha conseguito un Master in Marketing Management e Google Digital Training su Marketing digitale. Si occupa della creazione di contenuti in ottica SEO e dello sviluppo di strategie marketing attraverso canali digitali.

Se vi piace il mondo dell’editoria, è importante sapere cosa significa la sigla NDR, comunemente usata dai redattori di quotidiani, riviste e della carta stampata. Ormai l’uso che se ne fa si è diffuso anche nei documenti non cartacei, all’interno degli articoli che troviamo sulle testate giornalistiche nel web. NDR, utilizzato anche nella variante minuscola ndr, chiarisce la provenienza dell’annotazione e completa con un’osservazione o una precisazione i dati o le parole riportate.

Cosa significa NDR

Ma cosa significa la sigla NDR? È un acronimo che sta per “Nota della Redazione” o “nota del redattore”, nel caso della scelta del minuscolo, ed indica che la nota che la precede è stata scritta dal redattore, senza basarsi però su una fonte bibliografia. Nonostante non siano riconosciute, le informazioni date sono comunque considerate attendibili, poiché il redattore si assume la responsabilità della loro provenienza. Esistono inoltre le varianti NDA, NDT e NDC, rispettivamente per autori, traduttori e curatori.

Anche se a primo impatto può sembrare incomprensibile, il mondo dell’editoria è obbligato ad usarla per convenzione internazionale, cioè in ogni parte del mondo, soprattutto per testi di saggistica ed articoli di giornale.

La NDR è una nota di correttezza da parte della redazione, che individua quali siano le aggiunte fatte a posteriori, spesso necessarie per spiegare in maniera approfondita l’argomento del testo, e quali affermazioni invece siano totalmente ricollegabili al soggetto di cui si sta parlando.

A cosa serve la sigla NDR e quando si usa

È quindi necessaria per aiutare il lettore a capire un particolare punto che altrimenti rimarrebbe incomprensibile o risulterebbe troppo articolato ma, soprattutto, lo rassicura sulla veridicità di quanto riportato, considerando che si basa sulla serietà della redazione che ha pubblicato quello che si è deciso di leggere.

In questo caso di solito le fonti utilizzate sono di carattere confidenziale, ovvero che non possono essere divulgate, o derivanti da ricerche che non sono ancora state pubblicate dai diretti interessati, e quindi inedite. Dopo la parola o la frase aggiunta, viene scritta la sigla NDR generalmente tra parentesi quadre: vengono usate le tonde solo se ci si riferisce ad un’altra nota, ad esempio quella dell’autore.

Normalmente viene considerato uno strumento di buona pubblicazione, poiché utilizzato in modo appropriato dagli esperti del mestiere per lasciare la possibilità di riconoscere le modifiche alle parole di un’altra persona, e che aiuta a comprendere se la qualità dell’articolo è di carattere amatoriale o meno.

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