Chi ha inventato il metro come unità di misura?

Il metro è l'unità di misura utilizzata in quasi tutto il mondo, ad esclusione di pochissimi paesi. Scopriamo quali sono le sue origini e a quando risalgono

30 Ottobre 2023
Alessia Malorgio

Alessia Malorgio

Content Specialist

Ha conseguito un Master in Marketing Management e Google Digital Training su Marketing digitale. Si occupa della creazione di contenuti in ottica SEO e dello sviluppo di strategie marketing attraverso canali digitali.

Fonte: 123RF

Ormai è naturale nella vita di tutti i giorni parlare di metro, di lunghezza, di dimensioni. Sia che si tratti di prendere misure per lavori domestici o per motivi professionali, e comunque per qualsiasi altra ragione, le dimensioni, sono una parte importante della nostra vita. Per fortuna in nostro soccorso c’è il sistema metrico internazionale, che viene abbreviato da una sigla, SI è il più diffuso sistema di unità di misura. La Convenzione del Metro del 1875 ha posto le basi per un sistema di unità di misura comune, chiamato dal 1961 Sistema Internazionale. Nel corso del tempo si sono aggiunte altre unità di misura di base, fino ad arrivare a sette nel 1971; ognuna di esse è riferita ad una grandezza fisica.

In alcuni paesi anglofoni, nonostante abbiano adottato il sistema SI, ancora persiste l’uso delle unità di misura tradizionali, come quelle statunitensi e britanniche. La difficoltà di transizione tra questi due sistemi è principalmente radicata nella loro storia culturale. Il sistema internazionale (SI) si basa principalmente sulle unità metriche, che hanno origine nella Rivoluzione Francese e condividono nomi e valori pratici molto simili alle unità metriche. Inizialmente, il sistema era noto come Sistema MKS, in contrasto con il Sistema CGS simile, e le sue unità di misura erano il metro, il chilogrammo e il secondo, invece delle unità più piccole come il centimetro, il grammo e il secondo del Sistema CGS.

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Da quando viene usato il metro come unità di misura?

Il 7 aprile del lontano 1795, un decreto legge emanato in Francia ha consacrato il metro come l’unità di misura di riferimento per la lunghezza. In realtà, l’origine di questa misura risale al 1791, quando l’Académie des sciences di Parigi ha definito il metro come la decimillesima parte dell’arco di meridiano che collega il Polo Nord con l’Equatore. L’adozione di questa unità di misura nel nostro Paese è stata attribuita a Napoleone durante la sua campagna d’Italia nel 1796.

Tuttavia, la storia del metro è segnata da continue evoluzioni. Inizialmente definito come una frazione dell’arco terrestre, il metro subì delle correzioni nel corso degli anni. Sin dall’anno successivo alla sua introduzione, emersero dubbi sulla precisione della misurazione, culminando nel 1889 con la ridefinizione del metro da parte dell’Ufficio internazionale dei pesi e delle misure (BIPM) a Sèvres, presso Parigi. La nuova definizione stabilì il metro come la distanza tra due linee incise su una barra campione realizzata in una lega di platino-iridio.

Ma le innovazioni non si sono fermate qui. Nel 1960, l’avvento dei laser ha consentito di ridefinire il metro in maniera più precisa, svincolandolo dalle dimensioni terrestri. Questa nuova definizione ha stabilito il metro come la lunghezza equivalente a 1.650.763,73 lunghezze d’onda nel vuoto della radiazione corrispondente alla transizione tra i livelli 2p10 e 5d5 dell’atomo di kripto-86.

Come viene definito il metro nel sistema internazionale?

 La sua definizione attuale, stabilita nel 1983, si basa sulla velocità della luce nel vuoto. In particolare, il metro è definito come la distanza percorsa dalla luce nel vuoto in un intervallo di tempo di 1/299.792.458 di secondo. Questa definizione lega il metro a una costante universale, la velocità della luce, che è approssimativamente pari a 299.792.458 metri al secondo. Questa definizione è altamente precisa ed è indipendente dalle caratteristiche fisiche o geografiche della Terra. Pertanto, il metro è ora una delle sette unità di base del SI, ed è fondamentalmente definito in termini di una costante fisica universale. Questa definizione ha rivoluzionato la metrologia e la misurazione di precisione in tutto il mondo.

Come si fanno le equivalenze con il metro?

Alle scuole elementari apprendiamo le basi della matematica insieme alla lettura e scrittura. Per cui già in tenera età, a partire dai 6 anni, è naturale che si imparino le unità di misura, le quali ci consentono di quantificare le caratteristiche di un oggetto. Di solito, ogni insegnante di matematica introduce tre principali unità di misura: il sistema metrico decimale (metro), l’unità di misura dei liquidi (litro) e l’unità di misura del peso (grammo). Si tratta di informazioni che dobbiamo imparare molto bene, perché faranno parte della nostra vita per sempre e non saperli usare, renderebbe difficile anche la normalità, come fare la spesa, e pesare frutta ed ortaggi sulla bilancia.

Il sistema metrico decimale è utilizzato per misurare la lunghezza di un oggetto, tenendo conto di elementi come base, altezza e diagonale, cioè le sue dimensioni. Inoltre, ci sono unità di misura per la superficie, la cui sigla di abbreviazione è m2 ed il volume, la cui sigla è m3. Le unità di misura dei liquidi consentono di determinare quanti litri si trovano in un recipiente specifico, mentre quelle per il peso vengono utilizzate per calcolare i grammi di un oggetto. Le unità di misura del peso possono essere applicate a persone, oggetti o gruppi di oggetti, come quattro tipi di frutta o sei tipi di ortaggi, e così via.

Queste unità di misura del peso comprendono anche multipli e sottomultipli del chilogrammo (kg), come il miriagrammo (10 kg), il quintale (100 kg) e la tonnellata (1000 kg). Queste unità di misura possiedono multipli e sottomultipli. Ad esempio, per il metro, il simbolo è “m”, i multipli includono il decametro (dam), l’ettometro (hm) e il chilometro (km), mentre i sottomultipli comprendono il decimetro (dm), il centimetro (cm) e il millimetro (mm).

Ora, per quanto riguarda come effettuare un’equivalenza, l’equivalenza implica la trasformazione da un’unità di misura a un’altra, come dal metro al chilometro. Per farlo, è necessario contare quanti “gradini” separano le due unità di misura sulla scala e stabilire se si sta “salendo” o “scendendo”.

Per eseguire un’equivalenza, è importante conteggiare i gradini sulla scala che collega le due unità di misura. Se si scende nella scala, spostiamo la virgola verso destra; se si sale, spostiamo la virgola verso sinistra. Si tratta di un procedimento abbastanza semplice.

Per esemplificare, consideriamo la conversione di 1 chilometro in metri (m). Basta moltiplicare per 1000, ottenendo 1000 metri. Un altro esempio: convertire 1 metro in decametri (dam). Per eseguire l’equivalenza, basta dividere il metro per 10, ottenendo così 0,1 decametri.

 

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