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Cosa succede davvero se uccidi un ragno in casa (e perché è meglio non farlo)

Dalle antiche leggende al ruolo di "zanzariera naturale": ecco perché questi aracnidi sono alleati preziosi

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Alessia Malorgio

Alessia Malorgio

Content Specialist

Ha conseguito un Master in Marketing Management e Google Digital Training su Marketing digitale. Si occupa della creazione di contenuti in ottica SEO e dello sviluppo di strategie marketing attraverso canali digitali.

C’è chi ha una vera e propria fobia, chi li considera presagi, chi ne resta affascinato e chi, al primo incontro in casa, corre a prendere una ciabatta. I ragni sono da sempre parte integrante dell’immaginario collettivo e della nostra quotidianità. Non è un caso che ogni cultura, in ogni tempo, abbia attribuito a questi aracnidi numerosi significati simbolici.

Oggi, nel nostro quotidiano, i ragni continuano a esercitare un certo potere simbolico, un misto tra timore e rispetto. Ma più semplicemente, ci fanno spesso compagnia: perché è comunissimo trovarli nelle nostre abitazioni. Non perché amino l’essere umano, anzi, ma perché nelle nostre case trovano un rifugio sicuro, angoli tranquilli e soprattutto… tanto cibo. Mosche, zanzare e altri piccoli insetti: per un ragno, il nostro soggiorno è una mensa sempre aperta.

Perché si dice che uccidere un ragno porti sfortuna?

Un vecchio detto popolare recita “Il ragno porta guadagno” e fin dall’antichità si pensava che vederne uno annunciasse, nella maggior parte dei casi, un evento fortunato. È un modo di dire che ci ripetevano talvolta da bambini, spesso senza sapere bene il perché, quasi sempre accompagnato dal classico monito: “non uccidere il ragno, porta male”.

Questa credenza ha in realtà radici antiche e non nasce a caso, poiché i ragni si portano dietro una forte carica simbolica:

  • Presagi favorevoli: In molte culture il ragno è associato alla pazienza, alla protezione e alla fortuna. In alcune tradizioni europee si pensava che fossero portatori di buone notizie, soprattutto se avvistati al mattino. Ucciderli significava quindi spezzare un presagio favorevole.
  • Protezione dai miasmi: Durante il Medioevo si credeva che i ragni avessero poteri protettivi contro il male o che si nutrissero dei “miasmi” nocivi che infestavano l’aria. Una superstizione che, come spesso accade, nasce da osservazioni reali della natura, sebbene mal interpretate.
  • La leggenda cristiana: Esiste una curiosa storia secondo cui un ragno avrebbe salvato la vita a Gesù. Poco dopo la nascita, la Sacra Famiglia si rifugiò in una grotta per sfuggire ai soldati di Erode. Un ragno tessé in pochissimo tempo un’enorme ragnatela sull’apertura. I soldati, pensando che nessuno potesse essere entrato senza romperla, passarono oltre, salvando il neonato.

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Il vero motivo per cui i ragni non andrebbero uccisi

Al di là delle leggende e delle superstizioni, c’è un motivo molto più concreto e scientifico per cui sarebbe meglio evitare di schiacciare i ragni che troviamo in casa: sono alleati silenziosi, discreti e incredibilmente utili per l’ecosistema domestico.

I ragni sono predatori formidabili e si nutrono di insetti che noi consideriamo fastidiosi o potenzialmente dannosi, come mosche, zanzare, scarafaggi e cimici. Tenerli in casa, sul balcone o in giardino significa avere a disposizione una barriera protettiva invisibile, una vera e propria zanzariera naturale contro infestazioni ben più sgradevoli.Inoltre, la stragrande maggioranza delle specie che incontriamo tra le mura domestiche è assolutamente innocua per gli esseri umani e per i nostri animali domestici.

Cosa fare quando si trova un ragno in casa?

Se ci imbattiamo in un ragno che corre lungo un muro o che ha costruito la sua tela in un angolo del soggiorno, proviamo a non reagire d’impulso con la classica ciabatta. Esiste un metodo ecologico, sicuro e civile per risolvere la situazione. Prendete un bicchiere trasparente e un foglio di carta rigido. Posizionate con calma il bicchiere sopra il ragno, fate scivolare con delicatezza il foglio sotto l’apertura e accompagnate l’insetto all’esterno, magari in giardino o sul balcone. È un gesto semplice ma efficace.

L’unico caso in cui occorre prestare una reale attenzione sul territorio italiano riguarda il ragno violino, uno dei rari ragni locali il cui morso può essere potenzialmente pericoloso.

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