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Perché non devi uccidere i ragni in casa: cosa devi sapere

I ragni domestici possono proteggerci dalla proliferazione dei parassiti.

1 Maggio 2022

La prima reazione che generalmente si manifesta alla vista di un ragno dentro casa è quella di ucciderlo (dopo aver urlato per lo spavento). Si tratta di un comportamento senza dubbio comprensibile ma che, tuttavia, dovremmo imparare a evitare per diversi motivi. Innanzitutto, questi animali, per quanto spaventosi possano apparire, raramente sono dannosi per l’uomo. I morsi, spiega Express.co.uk, non sono rari, certo, ma solo dodici delle oltre seicentocinquanta specie d’oltremanica risultano abbastanza velenose da generare dolore all’essere umano.

I comuni ragni domestici, quindi, non devono destare preoccupazione anzi, la loro presenza in casa potrebbe anche proteggerci. Gli aracnidi, infatti, difendono l’abitazione da altre forme parassitarie che potrebbero annidarsi tra le pareti delle nostre stanze. Da qui, il consiglio degli entomologi che invitano a non uccidere i ragni che ci capita di incrociare. Di certo, non è facile combattere contro l’istinto quando si ha che fare con paure a volte molto sviluppate, ma la ragione ci viene in soccorso.

I ragni – afferma l’esperto Matt Bertone dalle colonne dell’Independent – sono una parte importante della natura. Non solo, sono parte integrante anche del nostro stesso ecosistema domestico. Predatori naturali di insetti, gli aracnidi catturano i parassiti di casa che, altrimenti, potrebbero tranquillamente depositare uova e riprodursi causando pericoli di gran lunga maggiori. Inoltre, si aggiunga il fatto che i ragni addirittura inseguono alcuni tipi di insetti che sono portatori di malattie, sia dentro sia fuori casa.

In più i ragni, con le loro ragnatele, sono una difesa naturale contro zanzare, scarafaggi, tarme dei vestiti e forbicine. Ma se avere un ragno per caso è un’idea risulta insopportabile, meglio spostarlo piuttosto che ucciderlo. Per esempio, si può cercare di farlo entrare in un barattolo o di catturarlo in un panno e poi liberarlo all’esterno. Così, l’animale potrà continuare a svolgere il suo compito fuori dalla porta.

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