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È il ragno gigante trovato in Australia che terrorizza il web

Il web è in tumulto a causa di un ragno di proporzioni gigantesche scoperto in Australia: se hai paura dei ragni farai meglio a evitare di guardare.

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Giuseppe Guarino

Giuseppe Guarino

Giornalista

Ph(D) in Diritto Comparato e processi di integrazione e attivo nel campo della ricerca, in particolare sulla Storia contemporanea di America Latina e Spagna. Collabora con numerose testate ed è presidente dell'Associazione Culturale "La Biblioteca del Sannio".

Nel vasto e misterioso continente oceanico, c’è una scoperta aracnologica che da qualche anno sta facendo vibrare i fili della rete web in un’onda di curiosità mista a paura. Un nuovo protagonista è emerso dalla rigogliosa e selvaggia terra dell’Australia: un ragno gigante le cui dimensioni e aspetto sono tanto impressionanti da scuotere persino gli animi più coraggiosi.

Questo inquietante invertebrato, oggetto di fascinazione e timore, ha rapidamente guadagnato l’attenzione del mondo intero, affermandosi come un’icona inaspettata di discussioni virtuali e condivisioni online. Mentre le telecamere e i dispositivi fotografici catturano immagini straordinarie di questa creatura, gli aracnofobici guardano con occhi socchiusi, portandosi istintivamente le mani al cuore.

Ma quale mistero si cela dietro il ragno gigante australiano? Andiamo a svelarlo insieme.

Scopri anche:– Come riconoscere il ragno violino e dove si nasconde

Australia, Charlotte è uno dei ragni più grandi del mondo

Da qualche anno, il mondo virtuale è stato scosso da video e foto inquietanti che ritraggono Charlotte, il ragno gigante che ha fatto la sua sorprendente apparizione nel territorio australiano. La sua immagine ha attirato attenzione da ogni angolo del globo, generando un mix di meraviglia e terrore tra gli spettatori.

Questa straordinaria creatura aracnide, divenuta la protagonista indiscussa di certi dibattiti online, è emersa nella ribollente Brisbane Valley, all’interno del rifugio per animali Barnyard Betty’s Rescue.

La proprietaria del rifugio, nel lontano 2015, fece una scoperta che avrebbe fatto la storia delle condivisioni social: un ragno gigantesco vagava nel suo giardino. Quel video, immortalato dal suo smartphone, si diffuse in rete in men che non si dica e, nonostante gli anni trascorsi siano ormai otto, la sua potenza emozionale e suggestiva continua a suscitare reazioni accese e appassionate.

Questo gigantesco ragno, rinominato affettuosamente Charlotte dalla donna che lo ha scoperto, appartiene alla famiglia degli Huntsman Spider, con nome scientifico Sparassoidea. Questa specie, facente parte dell’ordine Aranae, sfoggia un istinto predatorio straordinariamente sviluppato. La donna che ha scoperto il ragno, nel momento in cui le sue dimensioni e la sua forza impressionante sono divenute chiare, ha scelto di dargli il nome di Charlotte come omaggio al personaggio principale del libro “La tela di Carlotta”, amato da molte generazioni.

A differenza di molti suoi parenti aracnidi, Charlotte non dedica il suo tempo alla tessitura di ragnatele elaborate, ma si muove agilmente alla ricerca di prede, come insetti e piccoli invertebrati. Le sue dimensioni imponenti e la struttura robusta le consentono di affrontare senza esitazioni anche animali di taglia ridotta, rendendola una cacciatrice formidabile.

È importante sottolineare che, nonostante l’aspetto da incubo, Charlotte non rappresenta una minaccia per gli esseri umani, essendo priva di veleno e di comportamenti pericolosi. Tuttavia, questo dettaglio non ha impedito a molti di reagire con terrore davanti al video dell’enorme aracnide. Ad ogni modo, i ragni giganti velenosi e pericolosi per l’uomo esistono!

Quanto pesa il ragno più grande del mondo?

Sebbene Charlotte abbia guadagnato fama come un ragno imponente e suggestivo, non può vantarsi del titolo di essere il ragno più grande del mondo. Questo onore spetta alla maestosa Tarantola Golia, scientificamente nota come Theraphosa blondi. Questa creatura eccezionale ha catturato l’immaginazione di esperti e curiosi per la sua straordinaria mole e la sua presenza affascinante.

Appena nate, le tarantole golia misurano appena 2 centimetri, ma nel corso della loro vita, che può estendersi dai 15 ai 25 anni, possono raggiungere un peso impressionante di 170 grammi.

La dieta della tarantola golia è altrettanto sorprendente quanto le sue dimensioni. Questa maestosa aracnide si nutre principalmente di insetti e invertebrati, come grilli, scarafaggi e ragni più piccoli, talvolta provenienti da diverse specie. Tuttavia, la Tarantola Golia dimostra un’appetibilità eclettica, occasionalmente cibandosi persino di piccoli topi o uccelli di dimensioni ridotte. Questa caratteristica, insieme alle sue dimensioni notevoli, ne fa un predatore temibile e un capolavoro di adattamento naturale.

La sorprendente relazione tra l’uomo e la Tarantola Golia non si ferma alla curiosità scientifica. Per alcune tribù dell’Amazzonia, queste tarantole sono oggetto di caccia e addirittura entrano nella cucina tradizionale. Le tarantole vengono catturate utilizzando bastoni e legate insieme per poi essere arrostite ancora vive. La pratica non è priva di sfide, in quanto i peli velenosi devono essere rimossi uno per uno per evitare irritazioni e intossicazioni negli esseri umani.

Tra tutte le specie di tarantole, la Theraphosa blondi è particolarmente apprezzata dagli indigeni Piaroa del Venezuela per il suo sapore unico e la sua consistenza.

Qual è il ragno più grande in Italia?

Finora ci siamo immersi nei racconti esotici dell’Australia di Charlotte e nell’Amazzonia della Tarantola Golia, ma è giunto il momento di scoprire che anche l’Italia è casa di ragni di dimensioni imponenti e affascinanti. Nonostante le meraviglie delle terre lontane, il nostro paese cela segreti naturali intriganti, come dimostrano le specie di ragni che popolano il suo territorio.

Tra le varie specie di ragni che si possono incontrare in Italia, spicca la Tegenaria parietina, conosciuta comunemente come “ragno delle cantine” o “ragno dell’imbuto“. Questa specie non passa inosservata per le sue dimensioni notevoli e per la sua presenza frequente negli angoli bui e umidi delle abitazioni.

Le femmine possono raggiungere una lunghezza corporea di circa 2 centimetri, mentre i maschi adulti possono superare i 10 centimetri di apertura delle zampe. Queste misure impressionanti hanno suscitato la curiosità e talvolta l’apprensione di chi si è trovato faccia a faccia con uno di questi animaletti.

Nonostante la loro taglia e l’aspetto poco convenzionale, i ragni delle cantine sono in realtà creature del tutto innocue per l’uomo. A differenza di alcune specie esotiche, il loro morso non rappresenta una minaccia significativa per la salute umana. In effetti, essi svolgono un ruolo importante nell’ecosistema domestico, contribuendo a controllare le popolazioni di insetti indesiderati.

Il loro altro nome comune italiano, “ragno dell’imbuto“, è dovuto alla struttura particolare delle loro tele. Questi ragni costruiscono una tela a forma di imbuto, che funge da trappola per gli insetti. Posizionandosi all’apertura dell’imbuto, i ragni attendono pazientemente che una preda cada nella tela, momento in cui scattano per catturarla.

Cos’è l’aracnofobia?

Se però tutto questo leggere di ragni giganti vi ha fatto venire l’ansia, potreste avere l’aracnofobia!

L’aracnofobia è un disturbo d’ansia specifico che si manifesta con una paura intensa e irrazionale verso i ragni e altre creature simili. Questa fobia può avere un impatto significativo sulla vita quotidiana di chi ne soffre, portando a reazioni di panico, ansia estrema e comportamenti evitanti.

Le persone affette da aracnofobia possono provare una forte ansia solo guardando immagini o video di ragni, e alcune possono persino evitare determinate situazioni o luoghi dove è probabile incontrare ragni.

Sebbene la maggior parte dei ragni non rappresenti una minaccia reale per la salute umana, l’aracnofobia sottolinea come le emozioni umane siano spesso complesse e irrazionali, e quanto sia importante il supporto psicologico per affrontare queste paure e condizioni.

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