Dall’idea di due mamme nasce il primo parco giochi inclusivo

Inaugurato a Varese il Parco Gioia, un parco giochi che accoglie anche i bimbi con disabilità nel segno del divertimento accessibile.

27 Aprile 2021
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Fonte: 123RF

Anita Romeo ed Emanuela Solimeno sono le due mamme varesine che hanno avuto l’idea di un parco giochi inclusivo, destinato cioè ad accogliere tutti i bimbi senza che la disabilità possa diventare ostacolo al divertimento dei più piccoli. Grazie al sostegno dell’Associazione Spina Bifida Italia, a quello di alcuni sponsor e a una raccolta fondi, oggi quel progetto è diventato realtà e si chiama Parco Gioia. Di nome e di fatto.

Lo spazio ricreativo è stato, infatti, appena inaugurato nei giardini di Villa Mylius, a Varese, e comprende isole ludiche a carattere tematico. A ispirarle sono valori quali l’amicizia, la sensibilità e la compagnia. Tutti aspetti su cui si fonda l’iniziativa stessa nella quale trovano spazio anche percorsi tattilo-plantari che possono essere di supporto ai bambini disabili

“L’idea è nata nel 2017 – spiega mamma Anita dalle colonne di Repubblica.it – quando portai mia figlia Maria Celeste, che allora aveva due anni ed è affetta da spina bifida, a giocare a Villa Mylius”. In quell’occasione la sola giostra accessibile era fuori uso e – continua la donna – “mi resi conto di quanti ostacoli dovevamo cominciare ad affrontare”.

Quindi, il coinvolgimento di ASBI nella persona della Presidente Maria Cristina Dieci e quello di Emanuela Solimeno, mamma di un bimbo in sedia a rotelle. La mobilitazione della cittadinanza è stata poi fondamentale per trasformare le idee in una struttura concreta: concerti, spettacoli teatrali e cene solidali hanno contribuito a raccogliere i fondi necessari. “Questa inaugurazione è solo l’inizio” promette Dieci.

“Spero che il Parco Gioia sia un esempio virtuoso per altre città e che presto prendano vita tanti luoghi come questo […] perché l’inclusione – conclude la Presidente dell’Associazione su Repubblica – non riguarda solo le persone con disabilità, riguarda ognuno di noi”.

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