Elt: il più grande telescopio del mondo

Sarà pronto tra circa sette anni e permetterà agli esperti di studiare i pianeti extrasolari. Anche l’Italia è coinvolta nel progetto

Fonte: Twitter

Ande cilene. A 3000 metri di altezza, è iniziata la costruzione del più grande telescopio mai realizzato: L’E-Elt (extremely large telescope). Il nuovo strumento si aggiungerà a quelli già presenti all’Eso (European Southern Observatory), organizzazione europea per la ricerca astronomica nell’emisfero australe. L’Italia sarà protagonista di questo progetto con la progettazione e la costruzione della cupola e della meccanica.

Le dimensioni del telescopio sono impressionanti: la cupola avrà un diametro di 80 metri e un peso complessivo di 5.000 tonnellate. Sarà in grado di ruotare completamente a 360° e, al suo interno verrà montato il telescopio vero e proprio. Inoltre, E-Elt raggiungerà i 39 metri di specchio.

Altri dati

In totale, la struttura sarà alta 80 metri. Lo specchio di 39 metri, sarà costruito unendo 798 specchi esagonali. Ma anche lo specchio secondario sarà da record: 4,2 metri di diametro per 3,5 tonnellate, usato in appoggio a quello principale. Per dare un’idea, possiamo fare un esempio concreto: la superficie del telescopio, più o meno sarà simile a quella di un campo da calcio.

Intervista a Nichi D’Amico

Il presidente dell’Inaf (Istituto nazionale astrofica) Nichi D’Amico, ha dichiarato: “Questo telescopio permetterà di superare i limiti attuali dell’Universo conosciuto e ci permetterà di osservare le prime galassie e le prime stelle che si formarono dopo il Big Bang. Avremo anche la possibilità di ottenere informazioni senza eguali dei pianeti extrasolari dei quali, forse, riusciremo ad analizzare anche l’eventuale atmosfera e a rilevare indizi di forme di vita, se ci sono.”

La tecnologia Elt

L’E-Elt avrà delle immagini di altissima qualità grazie al sistema delle ottiche adattative, costituito da 4609 meccanismi pneumatici. Chiamato Maory, è di realizzazione Inaf e permetterà la visione di fotografie nitide e ben definite, migliori di quelle che si ottengono oggi con l’Hubble Space Telescope. E anche di quelle che si otterranno con il suo successore, il telescopio spaziale Webb. Tra gli strumenti dell’E-ELT ci sarà anche Hires, uno spettrografo ad altissima risoluzione, sempre studiato dall’INAF, per analizzare la composizione chimica delle stelle e delle atmosfere dei pianeti extrasolari.

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