4.300 anni di storia, una forma che sembra quella di una nave e l’idea che possa essere l’Arca di Noè, la stessa che attraversò il mondo durante il diluvio universale. Si tratta di una possibile scoperta che riaccende il mistero su una storia biblica spesso ritenuta un mito o poco più. Ma qual è la verità? Davvero l’Arca di Noè è stata ritrovata?
- La formazione a forma di nave sui monti della Turchia: potrebbe essere l’Arca di Noè
- Radar e anomalie: che cosa avrebbero rivelato le scansioni
- La prova decisiva non c’è ancora: qual è la verità sull’Arca?
La formazione a forma di nave sui monti della Turchia: potrebbe essere l’Arca di Noè
Andiamo con ordine e partiamo dal principio. La presunta Arca sarebbe nascosta nella formazione di Durupınar, una struttura a forma di imbarcazione situata in Turchia, nei pressi del monte Ararat. La sua sagoma incuriosisce da tempo ricercatori e semplici appassionati, ma l’aspetto esterno, da solo, non dimostra che si tratti di un relitto.
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Tuttavia, una nuova indagine, raccontata dal gruppo Noah’s Ark Scans, sta puntando a ciò che si trova sotto la superficie. Il ricercatore indipendente Andrew Jones, fondatore del progetto, sostiene di studiare il sito da quasi trent’anni. Secondo il gruppo, i rilievi radar e le perforazioni non avrebbero incontrato né calcare né roccia compatta. Jones ritiene che questo dato indebolisca l’ipotesi secondo cui la forma sarebbe un blocco di pietra modellato dai ghiacciai e dagli agenti atmosferici. È però la sua interpretazione: per trasformarla in una conclusione condivisa servono analisi verificabili e valutazioni indipendenti.
Radar e anomalie: che cosa avrebbero rivelato le scansioni
Le prime rilevazioni radar, realizzate nel 2019, avrebbero individuato anomalie lineari e angolari. Il team le interpreta come possibili pareti, passaggi e compartimenti. Nel 2026, una nuova indagine condotta con un sistema radar più avanzato avrebbe rilevato alcuni strati sovrapposti, confini sotterranei e cavità riempite di sedimenti.
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Tra i segnali osservati, cinque anomalie sembrerebbero comporre un possibile sistema di tunnel lungo circa 46 metri, con un’altezza media superiore ai quattro metri. I ricercatori segnalano anche una struttura sotterranea divisa in tre parti, che ricorderebbe i tre ponti che c’erano sull’Arca nel racconto della Genesi. È un accostamento suggestivo, ma la somiglianza non basta a dimostrare che quelle forme siano davvero ambienti costruiti dall’uomo: le scansioni indicano differenze nel sottosuolo, che vanno interpretate e controllate con altri metodi.
La prova decisiva non c’è ancora: qual è la verità sull’Arca?
Le immagini radar, dunque, non mostrano direttamente una nave: registrano segnali che gli studiosi devono tradurre in una ricostruzione. E la formazione non è stata identificata in modo definitivo come un manufatto antico. Anche l’età di 4.300 anni deriva da alcune cronologie bibliche, non da una datazione accertata del sito
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La squadra ha dunque avviato nuove perforazioni e raccolto campioni che potrebbero offrire indizi importanti. Il loro obiettivo è di cercare eventuali tracce di legno decomposto e di capire meglio la natura degli strati sotterranei. Finché i campioni non saranno analizzati e i risultati verificati, l’Arca resta una possibilità sostenuta dai ricercatori, non una scoperta archeologica dimostrata.