Gnocchi o chicche di patate? Che differenza c'è

Spesso usiamo i termini senza distinzione, ma fra gnocchi e chicche di patate qualche differenza c'è: vediamo quali

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Gli gnocchi sono un piatto povero, ma amatissimo in ogni parte d’Italia: semplici da cucinare, si arricchiscono di mille sfumature diverse a seconda della regione in cui vengono preparati. Di solito lo gnocco classico è di patate, ma ci sono molte varianti fra cui quelli verdi (arricchiti con spinaci), rossi (per la presenza della curcuma) o arancioni, con la zucca nell’impasto.

Spesso sentiamo nominare indifferentemente gnocchi e chicche di patate: ma quali differenze ci sono fra i due tipi di pasta? Sicuramente la dimensione è quella che salta più all’occhio: le chicche sono più piccole, grandi circa la metà di uno gnocco, e non sono segnate sul dorso ma lisce. C’è chi sostiene che siano nate prima le chicche degli gnocchi, ma come dilemma è simile a quello dell’uovo e della gallina: di certo sappiamo che la ricetta è la stessa, acqua patate e farina, e che una volta creato il cilindro di pasta si lascia spazio alla fantasia del cuoco in quanto a forma e dimensione da spezzare.

Già gli antichi Greci conoscevano gli gnocchi, ma per imbattersi in una ricetta ufficiale dobbiamo aspettare la seconda metà del ‘700, quando alla corte dei Conti Cassoli si preparavano gnocchi di miglio con aglio e la ricetta veniva appuntata nel “Libro dedicato alla maniera di cucinare dei conti Cassoli”. Lo scrittore, critico e gastronomo Pellegrino Artusi ne parlerà nel suo celebre “La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene”, distinguendo fra gli gnocchi di patate per minestra e quelli di semolino o alla romana.

A Roma infatti gli gnocchi sono un vero piatto tradizionale e il diffuso modo di dire “giovedì gnocchi” nasce nell’immediato dopoguerra, quando il cibo scarseggiava e bisognava industriarsi con ciò che passava il convento: gli gnocchi, che si potevano fare con poca farina e molta acqua, erano l’ideale. Il detto completo recita “giovedì gnocchi, venerdì pesce e sabato trippa”: il venerdì infatti non si mangiava carne per precetto religioso e il giovedì si doveva fare quindi scorta di energia con i sostanziosi gnocchi.

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