I bimbi vanno a lezione di abbracci: la nuova materia scolastica

In Danimarca l'empatia è una materia scolastica a tutti gli effetti, importante come le altre: i bambini parlano dei loro problemi e si abbracciano

L’empatia è una dote con cui tutti nasciamo, ma che deve essere coltivata per portare i suoi frutti: come molte ricerche dimostrano, chi è empatico tende ad essere più intelligente, aperto e di successo. In Danimarca, uno dei paesi più felici del mondo, lo hanno capito molto bene, tanto che l’empatia fa parte del sistema scolastico, fin dalle elementari.

Durante la Klassens tid, l’ora di empatia, gli studenti parlano dei loro problemi, personali o di comunità, e cercano di affrontarli tutti insieme: se non ci sono problemi da discutere i bambini si rilassano all’insegna dell’hygge, lo stile di vita danese improntato al calore e alla felicità che sta impazzando ormai in tutto il mondo. Ci sono anche momenti dedicati agli abbracci e ai massaggi e i bimbi fanno un test della felicità, perché stare bene con se stessi è più importante dei voti in qualsiasi materia.

I klassens tid havde vi først vild sambadans og derefter stille taktil rygmassage. "Den man rører – mobber man ikke." God weekend til alle☃️

Pubblicato da Nørreåskolen su Venerdì 2 febbraio 2018

Perché inserire l’empatia nel curriculum scolastico? I bambini rilassati apprendono meglio, stanno lontani dal bullismo, vanno a scuola felici. Viene loro insegnato il teamwork e viene promosso l’apprendimento collaborativo: è un metodo di insegnamento che non si basa sulla competizione, ma anzi insiste sul fatto che chi è bravo in qualcosa deve prendersi la responsabilità di aiutare chi è meno bravo, perché anche lui avrà sicuramente bisogno di aiuto in un altro ambito.

Questo sistema di valori, interiorizzato fin da piccoli, porta alla crescita di adulti consapevoli e felici, come sono a tutti gli effetti i danesi.

La psicologa ricercatrice Jessica Joelle Alexander, autrice del libro “Il metodo danese per crescere bambini felici ed essere genitori sereni”, ha spiegato nel dettaglio questo metodo augurandosi che anche i sistemi scolastici degli altri paesi possano riuscire a cambiare in questo senso: basta competizione, terrore delle interrogazioni o della disciplina, ma iniezioni di autostima e tanti abbracci, di cui tutti, grandi e piccoli, abbiamo bisogno.

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