I complementi diretti nell'Analisi Logica

I complementi diretti sono quelli che si legano direttamente al verbo, senza bisogno di preposizioni, come il complemento oggetto

Fonte: flickr

Nell’analisi logica i complementi servono a completare il significato dei verbi o dei nomi a cui si legano, oppure ad espandere la frase aggiungendo altri elementi ed informazioni. I complementi si dividono in complementi diretti ed indiretti a seconda di come si legano a ciò che li regge. I complementi diretti non hanno bisogno di una preposizione, mentre quelli indiretti sì. Ad esempio nella frase ‘Marco mangia il gelato’ Marco è il soggetto, mangia è il verbo e il gelato è un complemento che risponde alla domanda ‘che cosa?’. Si tratta di un complemento oggetto, cioè un complemento diretto in quanto non ha bisogno di una preposizione che lo introduca, ma si lega direttamente al verbo.

I verbi che possono reggere un complemento oggetto sono detti transitivi (ad esempio i verbi mangiare e leggere), quelli che non lo reggono sono detti verbi intransitivi (ad esempio dormire o andare). Altri complementi diretti sono il complemento predicativo del soggetto e dell’oggetto. Si tratta di nomi o aggettivi che si riferiscono al soggetto o al complemento oggetto specificandone una qualità o un attributo. Nella frase ‘Marco sembra simpatico’ Marco è ovviamente il soggetto, sembra è il verbo e simpatico è il complemento predicativo del soggetto, che specifica una qualità di Marco.

Nell’ analisi logica della frase ‘Tutti considerano Marco simpatico’ la situazione è ribaltata. Marco non è più il soggetto, che è ‘tutti’, ma il complemento oggetto. In questo caso simpatico è un complemento predicativo dell’oggetto, perchè riferito al complemento oggetto e non al soggetto. I complementi predicativi dell’oggetto e del soggetto possono in alcuni casi essere introdotti anche da preposizioni o avverbi, ad esempio a, da, come, per e quale, ad esempio nella frase ‘Marco è stato assunto come impiegato’. In ogni caso questi complementi rimangono sempre classificati come diretti. I complementi indiretti invece sono tutti quelli che hanno bisogno sempre di una preposizione che li leghi al verbo.

I complementi indiretti si dividono in base all’informazione che forniscono. Un esempio di complemento indiretto è il complemento di specificazione, che ha il ruolo di rispondere alla domanda ‘di chi?, di che cosa?’ ed è introdotto dalla preposizione ‘di’, in forma semplice o articolata. Nella frase ‘Il cane di Marco scodinzola’ ovviamente il complemento di specificazione è ‘di Marco’, chiarisce a chi appartiene il cane e lo distingue dagli altri cani. Le grammatiche più minuziose individuano un gran numero di complementi indiretti, a seconda delle domande a cui rispondono.

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