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Il cioccolato bianco in realtà non è affatto cioccolato

I puristi del cioccolato e della lingua italiana possono tirare un sospiro di sollievo: quello bianco non è tecnicamente cioccolato

Per molti di noi il cioccolato è il nettare degli dei (e non solo, ci rende anche più felici), la dimostrazione che il Paradiso esiste e l’occasione per una più o meno sporadica autogratificazione: gli amanti del cioccolato in genere sono dei fondamentalisti e prediligono quello fondente (ecco come non ingrassare!), i bambini invece vanno matti per il cioccolato al latte, ma non dimentichiamo che esiste anche una minoranza di coraggiosi tifosi del cioccolato bianco.

A questo punto la questione si fa seria: il cioccolato bianco può definirsi davvero tale? Intanto capiamo come è fatto: secondo la normativa vigente si ottiene miscelando solo burro di cacao per il 20% del peso, latte o derivati per almeno il 14%, e il saccarosio in una percentuale che non superi il 55%.

Questo tipo di cioccolato non contiene cacao, per cui almeno a livello tecnico non potrebbe definirsi propriamente tale. Stando infatti alla definizione data dal Ministero delle Attività Produttive, il cioccolato è da intendersi come il prodotto che contiene “almeno il 35% di sostanza secca totale di cacao e almeno il 18% di burro di cacao e non meno del 14% di cacao secco sgrassato”.

Se poco vi importa di sottigliezze del genere perché apprezzate ugualmente il sapore deciso del fondente e quello più morbido e avvolgente del cioccolato bianco, forse è bene che vi importi delle calorie: per 100 gr. di prodotto, infatti, si sfiorano le 540 kcal, circa 50 in più rispetto alla stessa quantità di cioccolato fondente.

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