Il preservativo molecolare che origina da piante selvatiche

Sta per nascere un preservativo davvero particolare. Scoprine di più

Fonte: Pixabay

Sta per arrivare sul mercato un preservativo vegetale al 100%. La sua caratteristica principale sta nel poter bloccare il viaggio dello sperma. A generare questa capacità potrebbero essere alcuni principi presenti in due piante ossia il Dente di Leone e l’Erba del Tuono. L’obiettivo è quello di realizzare un condom molecolare. Ad avviare questo progetto alcuni studiosi della California.

Sono stati loro i primi ad analizzare questi due principi tratti dal tarassaco, meglio noto col nome di Dente di Leone ed un’altra erba, molto presente nella medicina tradizionale cinese che hanno battezzato col nome di Vite del Dio del Tuono oppure Erba del Tuono. Ciò deriva dalla traduzione del suo nome in cinese mandarino. Gli scienziati stanno anche cercando di capire dove trovare questo sostanze in gran quantità perché in queste piante si trova una piccola percentuale. Stiamo parlando della pristimerina e del lupeolo.

I test

Queste sostanze riescono a frenare la corsa degli spermatozoi. Il problema, come spiega l’esperto della BBC, sta nella loro estrazione. Trovandosi in quantità ridotte la loro estrazione potrebbe costare troppo e rendere dunque poco commerciabile il prodotto completo. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista specializzata PNAS. Sono sostanze chimiche che fungono dunque da preservativi molecolari. I test ne hanno dimostrato l’efficacia evidenziandone la funzione.

Queste sostanze bloccano il progesterone. Si tratta di un enzima che permette agli spermatozoi di muovere la coda. Non sono danneggiati ne viene totalmente inibita la loro capacità motoria, semplicemente, in un certo lasso temporale, fa in modo che loro non riescano a penetrare l’ovulo femminile. A spiegare questo dettaglio è Polina Lishko dell’University of California.

I vantaggi

I pro di questa pratica sono tanti. Queste sostanze divengono efficaci già a partire da piccole quantità. Inoltre non presentano alcun effetto collaterale. Queste potrebbero essere gli ingredienti di un cerotto cutaneo o anche di un anello vaginale.

Ora bisognerà effettuare ulteriori test usando i primati come cavie. Il funzionamento del loro sperma è molto simile al nostro. Inoltre bisognerà trovare una fonte economica di queste sostanze. Allan Pacey, docente di andrologia, osserva con interesse queste ricerche, dichiarando che comunque ci vorranno degli anni, prima di ottenere un prodotto finito e completo.

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