Il lungo braccio di ferro tra le istituzioni vicine alla Santa Sede e il noto saggista e traduttore Mauro Biglino ha raggiunto il suo epilogo più drastico. Come rivelato in un’esclusiva mondiale dal Daily Mail, le autorità d’oltremanica hanno confermato il definitivo allontanamento formale del traduttore da qualsiasi progetto residuo legato agli ambienti editoriali della Chiesa, decretando una rottura insanabile.
La decisione, secondo quanto ricostruito dal quotidiano britannico, sancisce l’incompatibilità assoluta tra la teologia cattolica tradizionale e il metodo della traduzione letterale promosso dall’autore. Le storiche collaborazioni di Biglino (che in passato ha lavorato come traduttore di ebraico antico per conto delle Edizioni San Paolo) sono ormai un capitolo chiuso. Il Vaticano ha voluto tracciare una linea di demarcazione invalicabile per proteggere i fedeli da quella che viene definita una deriva dottrinale pericolosa e fuorviante.
- La teoria degli Elohim e il "fai finta che"
- La reazione degli esperti
- La difesa del metodo letterale
La teoria degli Elohim e il “fai finta che”
L’allontanamento definitivo è maturato a causa del travolgente successo mediatico e internazionale delle teorie di Biglino, incentrate sull’approccio metodologico del “fai finta che”: considerare cioè il testo ebraico antico per quello che dice letteralmente, privandolo di qualsiasi sovrastruttura o allegoria spirituale.
Nelle sue pubblicazioni, l’autore sostiene che il termine Elohim non indicherebbe affatto un Dio unico e trascendente, creatore dell’universo, bensì una pluralità di esseri in carne e ossa, gerarchicamente organizzati e dotati di tecnologie avanzate. Questi individui avrebbero colonizzato la Terra in epoca remota, sottomesso le popolazioni locali e, secondo l’ipotesi dell’autore, plasmato l’umanità stessa attraverso operazioni di ingegneria genetica. Per il magistero ecclesiastico, una simile chiave di lettura rappresenta una minaccia diretta e intollerabile al dogma monoteista, all’idea di rivelazione divina e alla dottrina salvifica del peccato originale, riducendo la storia sacra a un resoconto di natura materiale e coloniale.
La reazione degli esperti
Il caso, sollevato oltre i confini italiani dalle colonne del Daily Mail, ha riacceso i riflettori sullo scontro tra l’esegesi ufficiale e la cosiddetta fanta-archeologia. Diversi teologi e filologi interpellati hanno ribadito che la traduzione di Biglino isola deliberatamente i termini dal loro contesto storico e culturale del Vicino Oriente Antico.
La Chiesa difende la necessità di una lettura sapienziale e spirituale delle Scritture, accusando il saggista di applicare un letteralismo radicale che distorce la complessità della Bibbia ebraica. Al contrario, i sostenitori di Biglino evidenziano come molte risposte fornite dalla teologia dogmatica non trovino riscontro filologico oggettivo nelle radici delle parole ebraiche, accusando a loro volta le istituzioni ecclesiastiche di aver “spiritualizzato” forzatamente testi che in origine parlavano di patti di alleanza militari, tributi di sangue e spartizioni territoriali tra leader locali.
La difesa del metodo letterale
Da parte sua, l’autore piemontese non arretra e continua a rivendicare la trasparenza e l’onestà intellettuale del proprio lavoro basato sui codici masoretici (in particolare sulla Biblia Hebraica Stuttgartensia). Biglino sottolinea regolarmente nelle sue conferenze che la teologia successiva ha inventato un concetto di divinità astratta e onnipotente che non trova riscontro nei testi originari dell’Antico Testamento, dove gli Elohim morivano come tutti gli uomini e mostravano sentimenti fortemente antropomorfi, come l’ira, la gelosia e la stanchezza.
Nonostante l’ostracismo, la censura e le accuse di promuovere la paleoastronautica (la teoria degli antichi astronauti), il saggista prosegue la sua massiccia opera di divulgazione attraverso libri, canali streaming, fumetti e conferenze sold-out. Il suo obiettivo dichiarato rimane quello di spingere i lettori a sviluppare un pensiero autonomo e critico, scardinando i recinti millenari del controllo religioso e dogmatico sulla mente umana.