Fonte: Ansa

Elon Musk lancia il primo baby sitter robot: quando sarà possibile acquistarlo per badare ai propri figli

Dal World Economic Forum l’ultima visione di Musk: robot domestici pronti anche a badare ai figli

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Alessia Malorgio

Alessia Malorgio

Content Specialist

Ha conseguito un Master in Marketing Management e Google Digital Training su Marketing digitale. Si occupa della creazione di contenuti in ottica SEO e dello sviluppo di strategie marketing attraverso canali digitali.

Direttamente dal palco del World Economic Forum di Davos, Elon Musk ha lanciato una delle sue previsioni più controverse: robot umanoidi pronti per il pubblico entro la fine del 2026, capaci anche di badare ai figli.

Un annuncio che divide e fa discutere

Non è la prima volta che Musk fissa scadenze ambiziose, ma questa volta il tema tocca una sfera particolarmente sensibile: la cura delle persone. Secondo il fondatore di Tesla, il progresso dell’intelligenza artificiale sta accelerando a un ritmo senza precedenti, tanto da rendere plausibile, nel giro di pochi anni, la diffusione di robot progettati per assistere l’essere umano nella vita quotidiana. Tra le funzioni ipotizzate rientrano la gestione della casa, l’assistenza agli anziani e la supervisione dei bambini.

Musk ha parlato di robot “sicuri”, pensati per interagire con le persone in ambienti domestici. Un concetto che apre scenari affascinanti, ma anche interrogativi profondi sul rapporto tra tecnologia, fiducia e responsabilità.

Cosa significa davvero “baby sitter robot”

Quando Musk parla di un robot che “bada ai figli”, non intende una figura educativa o affettiva nel senso tradizionale. L’idea è quella di un assistente avanzato, in grado di monitorare l’ambiente, riconoscere situazioni di pericolo, avvisare i genitori in caso di emergenza e svolgere compiti di sorveglianza di base. In altre parole, un’estensione tecnologica dell’occhio umano, potenziata da sensori, algoritmi di visione artificiale e capacità di apprendimento.

Questo tipo di robot potrebbe, ad esempio, controllare che un bambino non si avvicini a zone pericolose della casa, intervenire in caso di cadute o anomalie e garantire una presenza costante quando un adulto non può essere fisicamente nella stanza.

Quando sarà possibile acquistarlo

Secondo le dichiarazioni di Musk, i primi robot umanoidi destinati al pubblico potrebbero arrivare entro la fine del 2026. Si tratterebbe inizialmente di una diffusione limitata, probabilmente rivolta a utenti disposti a sperimentare nuove tecnologie e a sostenere costi elevati. Come già accaduto con le auto elettriche o con altri prodotti hi-tech, è plausibile che il prezzo iniziale sia alto, per poi ridursi gradualmente con l’aumento della produzione.

Musk ha spinto la previsione ancora oltre, immaginando un futuro con miliardi di robot in circolazione, sufficienti – nelle sue parole – a “soddisfare ogni bisogno umano”.

Le promesse dell’intelligenza artificiale (e i suoi limiti)

Nel suo intervento, Musk ha ribadito una convinzione che porta avanti da tempo: l’intelligenza artificiale potrebbe superare quella umana in tempi sorprendentemente brevi. Secondo questa prospettiva, i robot del futuro non si limiteranno a eseguire istruzioni, ma saranno in grado di prendere decisioni complesse e adattarsi a contesti imprevedibili.

Ed è qui che nascono le maggiori perplessità. Affidare la sorveglianza dei bambini a una macchina implica interrogarsi sulla sicurezza dei sistemi, sulla possibilità di errori e sulla gestione di situazioni emotivamente delicate. Per molti esperti, la tecnologia può essere un supporto, ma non un sostituto della presenza umana, soprattutto nei primi anni di vita.

L’annuncio di Musk si inserisce in un momento storico in cui l’IA sta entrando rapidamente nelle case, dagli assistenti vocali agli elettrodomestici “intelligenti”. Il baby sitter robot rappresenta una naturale estensione di questa tendenza, ma al tempo stesso segna una soglia: quella in cui la tecnologia inizia a prendersi cura direttamente delle persone.

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