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Ladri, la tecnica della colla che in pochi conoscono: come rubano

Avete mai sentito parlare della "tecnica della colla"? Si tratta di uno dei metodi più usati dai ladri d'appartamento. Ecco come funziona.

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Alessia Malorgio

Alessia Malorgio

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Sembrano dettagli insignificanti: un filo sottile tra porta e stipite, una traccia di colla quasi invisibile. E invece sono segnali. A Roma e non solo, i ladri stanno usando tecniche sempre più sofisticate per scegliere gli appartamenti da svaligiare. Non forzano serrature né scassinano finestre: fanno sopralluoghi silenziosi e osservano. Se il “filo” resta intatto per giorni, quella casa diventa un bersaglio. Una trappola semplice, ma geniale e pericolosa. Ecco come funziona questa tecnica e gli altri segnali a cui fare attenzione.

Ladri e appartamenti, a cosa stare attenti

Tra i metodi usati dai ladri d’appartamento ce n’è uno che può sembrare quasi banale, proprio per questo rischia di passare inosservato. È la cosiddetta tecnica della colla, un sistema utilizzato per capire se una casa è abitata, se i proprietari sono rientrati o se l’appartamento è rimasto vuoto per più giorni.

Non si tratta di un modo per aprire direttamente la porta, ma più di un trucco di osservazione. I ladri applicano piccolissime tracce o sottili fili di colla tra la porta e lo stipite, in punti poco visibili. Se dopo qualche giorno il segno resta intatto, significa che la porta non è stata aperta. A quel punto l’abitazione può essere considerata un possibile bersaglio.

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Come funziona la tecnica della colla

Il principio è semplice: la colla diventa una specie di “spia”. Quando qualcuno apre la porta, il filo si rompe o il segno cambia. Se invece tutto resta al suo posto, i ladri possono dedurre che nessuno sia entrato o uscito da casa.

Questa tecnica viene usata soprattutto durante periodi di assenza, come vacanze, weekend lunghi o giorni festivi, quando gli appartamenti vuoti sono più numerosi. Il pericolo è che il segnale sia talmente discreto da non essere notato subito da chi vive nell’abitazione o dai vicini.

Casi simili sono stati segnalati anche a Roma, in particolare in alcuni quartieri dove le forze dell’ordine avrebbero registrato episodi legati a questo sistema. In alcune circostanze, videocamere di sicurezza avrebbero ripreso persone mentre applicavano segni sulle porte per controllare successivamente se gli inquilini fossero rientrati.

I segnali da controllare sulla porta

Chi teme questo tipo di trucco dovrebbe osservare con attenzione il perimetro della porta, soprattutto prima di entrare in casa dopo qualche giorno di assenza. I residui possono apparire come piccoli punti biancastri o giallastri, fili sottili, macchie secche o materiale appiccicoso tra battente e stipite.

Non bisogna farsi prendere dal panico per ogni segno sulla porta, ma è bene non ignorare dettagli insoliti, soprattutto se compaiono all’improvviso o se riguardano più appartamenti dello stesso palazzo. In questi casi può essere utile avvisare l’amministratore, confrontarsi con i vicini e, se il sospetto è concreto, contattare le forze dell’ordine.

Come difendersi dai furti in casa

La prevenzione passa da alcune abitudini semplici. Prima di partire, meglio evitare di lasciare segnali evidenti di assenza: posta accumulata, tapparelle sempre chiuse, zerbino spostato, luci sempre spente. Se possibile, chiedere a una persona di fiducia di controllare periodicamente l’ingresso.

Sono utili anche serrature di qualità, porte blindate ben mantenute, videocamere condominiali o private dove consentito, sensori e sistemi d’allarme. Ma la cosa più importante resta l’attenzione ai piccoli segnali: la tecnica della colla funziona proprio perché punta sulla distrazione.

Se si nota colla sulla porta, meglio fotografare il dettaglio prima di rimuoverlo e segnalare l’episodio. Anche un segno minimo può essere utile per capire se nella zona ci sono tentativi di sopralluogo. La sicurezza domestica, spesso, comincia da un controllo in più prima di girare la chiave.

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