Uova, meglio mangiare l'albume o il tuorlo? Cosa fa più bene

C'è chi difende l'uovo nella sua interezza, chi invece preferisce consumare solo l'albume: chi ha ragione?

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Alessia Malorgio

Alessia Malorgio

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Ha conseguito un Master in Marketing Management e Google Digital Training su Marketing digitale. Si occupa della creazione di contenuti in ottica SEO e dello sviluppo di strategie marketing attraverso canali digitali.

Probabilmente in passato al ristorante vi sarà capitato di leggere nel menu l’opzione “frittata di soli albumi”, oppure al supermercato vi sarete imbattuti nei bricchi di albumi liquidi pasteurizzati. Ciò dimostra quanto sia diffusa la tendenza a consumare solo la parte trasparente dell’uovo, scartando il rosso.

L’opinione sulle uova è spesso contrastante: da un lato c’è chi le considera uno degli alimenti più completi e nutrienti al mondo, dall’altro chi le evita per timore del colesterolo. Entrambe le posizioni nascondono un fondo di verità, ma il valore nutrizionale di questo alimento nell’alimentazione umana resta indiscutibile.

Cosa contiene l’albume

L’albume è costituito per il 90% da acqua e per il 10% da proteine. Questa composizione riduce in modo significativo l’apporto calorico: la parte bianca di un uovo grande apporta infatti circa 16 calorie, contro le 71 dell’uovo intero.

Chi sceglie di consumare solo l’albume cerca una fonte proteica pura: circa due terzi delle proteine totali dell’uovo (4 grammi su 6) si trovano infatti qui, a fronte di 0 grammi di grassi e zero colesterolo. Tuttavia, rinunciare al tuorlo significa anche perdere gran parte dei micronutrienti essenziali.

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Tuorlo: una miniera di nutrienti e grassi “buoni”

Il tuorlo racchiude la quasi totalità dei micronutrienti dell’uovo. È ricco di vitamine del gruppo B (compresi acido folico, B6 e B12), vitamina A, riboflavina, oltre a minerali fondamentali come ferro, calcio, fosforo, potassio e selenio. Contiene inoltre quantità significative di luteina, preziosa per la salute degli occhi, e colina, un nutriente essenziale per le funzioni cerebrali.

Un aspetto spesso sottovalutato riguarda la sua componente lipidica. A differenza di altri cibi d’origine animale dove i trigliceridi rappresentano il 98% dei grassi, nel tuorlo questi si fermano al 65%. Il restante 30% è composto da fosfolipidi e lecitine. Inoltre, i grassi presenti sono prevalentemente monoinsaturi e polinsaturi, notoriamente benefici per l’organismo.

Il nodo del colesterolo: mito e realtà

È innegabile che il tuorlo sia ricco di colesterolo: circa 200 mg per uovo, pari a quasi il 5% del peso della parte rossa. Consumare due uova porterebbe teoricamente a superare la soglia giornaliera raccomandata in passato (circa 300 mg).

Tuttavia, la ricerca scientifica ha ridimensionato questo allarme:

L’effetto delle lecitine: La forte presenza di lecitine nel tuorlo favorisce il trasporto inverso del colesterolo dalle arterie al fegato, potenziando l’azione del colesterolo “buono” (HDL).

Colesterolo alimentare vs sanguigno: Numerosi studi confermano che il colesterolo introdotto con la dieta non si traduce direttamente in un aumento del colesterolo nel sangue per la maggior parte delle persone.

Rischio cardiovascolare: Recenti evidenze scientifiche mostrano che un consumo moderato di uova non è associato a un maggior rischio di malattie cardiovascolari. L’unica eccezione riguarda i soggetti diabetici, per i quali è consigliata una maggiore cautela nella frequenza di consumo, senza comunque doverle eliminare del tutto.

Digestioni e modalità di cottura

Le uova sono una fonte d’alto valore biologico ed economico, ma la loro digeribilità dipende molto da come vengono cucinate. I tempi di digestione sono direttamente proporzionali alla quantità di grassi usati in cottura e alle temperature raggiunte:

I tempi dello stomaco: Due uova alla coque vengono digerite in circa due ore, contro le tre necessarie per una porzione di carne.

Quando fare attenzione: Preparazioni come uova fritte, frittate o zabaioni richiedono un lavoro digestivo più lungo. Inoltre, l’elevato quantitativo di lipidi può stimolare la contrazione della cistifellea: per questo motivo, chi soffre di calcoli al fegato o alla colecisti dovrebbe consumarle con moderazione per evitare coliche dolorose.

Albume o uovo intero?

Se l’obiettivo è integrare nell’alimentazione una quota proteica pura, priva di grassi e ipocalorica (ad esempio all’interno di specifici regimi sportivi), l’albume è un’ottima opzione.

Se invece si desidera beneficiare di un profilo nutrizionale completo — fatto di amminoacidi essenziali, vitamine, minerali e grassi sani — consumare l’uovo intero è la scelta migliore. La regola d’oro resta la moderazione, prestando attenzione soprattutto agli alimenti che spesso accompagnano le uova (come pancetta, burro o salse ricche di grassi saturi), che sono i veri responsabili dei rischi per la salute cardiovascolare.

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