Le arachidi sono legumi o frutta secca? L'errore che si commette

Hanno molto in comune con la frutta secca, ma in realtà sono legumi ed esistono in due "versioni", molto diverse sotto il punto di vista nutrizionale

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Molti sono convinti che le arachidi appartengano alla grande famiglia della frutta secca (come conservarla al meglio), che comprende noci, mandorle, anacardi, pistacchi e molte altre varietà. In realtà, le arachidi (o noccioline americane) sono a tutti gli effetti dei legumi, eppure vengono avvicinate alla frutta secca per aspetto e caratteristiche.

Come la frutta secca, le arachidi hanno alto contenuto calorico (parliamo di 600 calorie per 100 grammi) ma sono ricche di nutrienti utili per la nostra salute, come vitamina E e acido oleico. Inoltre nelle arachidi si trova il resveratrolo, un potente antiossidante che si trova anche nei frutti rossi e combatte l’invecchiamento cellulare, ma anche la genisteina, tecnicamente conosciuta come un isoflavone, un ormone, con attività antiossidante e antiangiogeniche.

Le arachidi prendono il meglio dai legumi e dalla frutta secca: sono infatti anche ricche di fibre e proteine, il che aiuta chi le consuma a sentirsi sazio più a lungo.

Bisogna fare però un’importante distinguo fra le arachidi consumate fresche e quelle tostate, vendute sotto forma di snack: la lavorazione delle arachidi tostate, salate e caramellate che in genere si acquistano in bustine al supermercato toglie loro tutti i nutrienti e le lascia solo cariche di zuccheri, calorie e sale. Le arachidi fresche invece, pur essendo molto caloriche, sono ricche di minerali e vitamine e possono essere consumate anche tutti i giorni, seppure in quantità ridotta.

Un prodotto molto conosciuto oltre oceano ma che si sta facendo parecchia strada anche qua da noi è il burro d’arachidi, che si ottiene dai semi di arachide e che, preparato in casa senza zuccheri aggiunti (qui la ricetta), è adatto agli sportivi e molto nutriente: pensate che dovrebbe essere stato inventato da un  farmacista di Saint Louis, George A. Bayle jr., il quale alla fine del XIX secolo inventò questo alimento come sostituto proteico della carne, all’epoca non disponibile sulle tavole di tutte le famiglie.

 

 

 

 

 

 

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