Fonte: GettyImages

Le origini di Al Capone? Non di Napoli ma di altra città del Sud

La scoperta recente di un team di storici statunitensi su Al Capone

Pubblicato:

Alessia Malorgio

Alessia Malorgio

Content Specialist

Ha conseguito un Master in Marketing Management e Google Digital Training su Marketing digitale. Si occupa della creazione di contenuti in ottica SEO e dello sviluppo di strategie marketing attraverso canali digitali.

Al Capone è senza dubbio uno dei boss più presenti nell’immaginario collettivo. Su Scarface – così era soprannominato – si è scritto e detto molto, con tanto di film che ha fatto la storia del cinema, come The Untouchables – Gli Intoccabili, del 1987, dove il ruolo del gangster fu interpretato magistralmente da Robert De Niro.

Il mito delle origini italiane

Sulle sue origini si è sempre detto che avesse sangue napoletano. In realtà, recenti studi statunitensi sostengono che Al Capone non fosse originario di Napoli, bensì di Angri, comune di poco più di 34mila abitanti della provincia di Salerno.

Il padre di Alfonso Capone, detto Al, infatti, nacque ad Angri, dove sposò Teresina Raiola. Ad Angri nacque anche Vincenzo, fratello maggiore di Al, che divenne paradossalmente negli Stati Uniti uno sceriffo.

L’arrivo di Al Capone in America

Al, invece, vide per la prima volta la luce a Brooklyn, New York, nel 1899, seguito poi da ben sei fratelli. Prova recente di questo legame tra Al Capone e Angri è una mostra fotografica che si è svolta nella città campana, presso il Castello Doria. Titolo dell’evento culturale è stato Da Angri a New York, le vere origini di Al Capone.

La fine del Boss

Dopo il suo arresto per evasione fiscale Capone venne inviato nel penitenziario di Atlanta, in Georgia, dove condusse una vita migliore rispetto al resto dei carcerati perché disponeva di lussi e privilegi e aveva la possibilità di continuare a governare i suoi interessi anche dalla reclusione. Ma nell’agosto 1934 fu trasferito nel nuovo carcere di Alcatraz, dove ricevette un trattamento più duro e tutti i contatti con l’esterno vennero interrotti.

Nel 1938 i medici diagnosticarono a Capone una forma di sifilide, contratta in età giovanile, e lo fecero ricoverare nella sezione ospedale di Alcatraz, dove trascorse tutto l’anno. Infine, nel novembre 1939, Capone tornò in libertà, dopo che la sua condanna era stata ridotta a sei anni e cinque mesi per buona condotta e per crediti di lavoro in carcere.

Il 25 gennaio 1947 venne colpito da un ictus e da una polmonite causati dalla malattia, che lo portarono alla morte all’età di 48 anni.

 

 

più popolari su facebook nelle ultime 24 ore

vedi tutti