Lieto fine per l’orso M57, si valuta la sua liberazione

Il Consiglio di Stato si è espresso in merito al futuro dell’orso M57 smentendo la posizione della Provincia di Trento.

7 Novembre 2021
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Viene (quasi) messa la parola fine alla vicenda – giudiziaria e non solo – che ha visto al centro del dibattito recente l’orso M57, che per settimane si è mosso nel territorio montano della provincia di Trento. A decidere della sua sorte, infatti, è intervenuto il Consiglio di Stato sollecitato da organizzazioni animaliste come Enpa e Oipa. Giovane esemplare di orso bruno, l’animale era stato catturato dopo aver attaccato un uomo.

Da allora diversi enti di competenza hanno cercato una soluzione per garantire la sicurezza della popolazione locale e del territorio. E il destino di M57 sembrava essere segnato. Ma negli ultimi giorni è arrivata l’ultima decisione che ha smentito la posizione della Provincia dando, invece, ragione, a chi chiedeva giustizia.

Dal testo della sentenza si legge che Trento dovrà “valutare se le condizioni attuali dell’esemplare M57 abbiano inasprito l’aggressività dello stesso al punto da suggerire l’adozione di misure diverse dalla sua liberazione”. Quindi, continua il documento, “nell’ottica della tutela dell’incolumità pubblica ispirata al principio di proporzionalità e della tutela delle condizioni dell’animale […], l’Amministrazione, con il ridetto supporto istruttorio, in sede di esecuzione della presente sentenza dovrà valutare se  […] sia praticabile la liberazione con radiocollare”.

Si torna, così, a parlare di una possibile seconda vita in natura per M57 di cui occorrerà valutare le condizioni correnti. Soddisfazione arriva, dunque, da Enpa e Oipa che in un comunicato stampa hanno definito “storica” la sentenza del Consiglio di Stato. Non solo, “riconosce la validità delle nostre posizioni”, ma “entra finalmente nel merito investigando approfonditamente un evento finora affrontato in maniera frettolosa e superficiale”.

Di fatto, la posizione emersa dà manforte all’impegno degli animalisti da sempre sostenitori della via della convivenza.

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