Marco Masini racconta il suo periodo buio: "Era una persecuzione"

Intervistato da Paola Perego, Marco Masini sostiene di non essere mai stato arrabbiato: "Il vittimismo non serve, ho creduto nel domani".

Fonte: ANSA

Nella puntata di Non disturbare andata in onda il 30 luglio su Rai1, Marco Masini ha parlato liberamente e senza freni, intervistato da Paola Perego.

Nella camera d’albergo – location occasionale del nuovo format prodotto da Stand By Me – Marco ha raccontato a Paola il periodo più brutto della sua vita, segnato dalle voci e dalle malelingue, convinte che il cantautore portasse sfortuna.

Una vera e propria persecuzione per Masini, che a sorpresa – “Non mi aspettavo così tanto successo” dice alla Perego – vinse con Disperato Sanremo Giovani nel 1990. Poi, all’improvviso, quello che la Perego definisce un “periodo buio” della carriera di Marco.

“Io non credo nella cattiveria della gente – commenta Masini – non credo di essere stato odiato, perché la cattiveria deriva dall’odio. Questa cosa è iniziata per scherzo, tutti prendiamo in giro qualcuno. Come per Mia Martini. Forse nel suo caso, in maniera casuale, successe qualcosa durante il montaggio di un palco per un suo concerto. Nel mio caso riguardava più le canzoni che ho cantato. C’era chi le sposava perché pensava che sarebbero state d’aiuto per uscire da un momento triste. Chi invece non viveva quel momento, e si disinteressava completamente di un disagio sociale e generazionale, mi ha individuato come cantante negativo perché esprimevo dei concetti negativi. Ma non sono mai stato inca**ato con nessuno”.

La Perego fa notare però a Masini di aver annunciato il ritiro a un certo punto. “Ho dichiarato di ritirami perché è come quando una azienda va a fondo – risponde Marco – e l’amministratore delegato deve dimettersi”.

“Era una persecuzione -ammette poi il cantautore – non riuscivo neanche ad andare al bar a prendere il caffè. Vedevo gente che si girava e si toccava. Era difficile. Mi sentivo disarmato perché questa è un’arma letale che ti fa fuori”.

Il momento più brutto? “Nel 2001 arrivò una lettera da una tv al mio manager che diceva ‘Ci dispiace, il pezzo è molto bello ma il suo artista emana energie negative’. La mia casa discografica mi rese il contratto dicendo che non riuscivano a fare promozione e quindi purtroppo non abbiamo più budget per i tuoi progetti”.

“Arrabbiarsi è inutile, fare del vittimismo non serve. – continua però con filosofia Masini – Bisogna essere lucidi e freddi, capaci di dimostrare il contrario. La mia formula è una sola: scrivere canzoni. E fare in modo che siano ancora più belle delle altre canzoni, che abbiano una forza loro. Se c’è un muro difficile da superare, devi scrivere una canzone capace di sfondarlo”.

Quella canzone, per Marco Masini, arriva nel 2004. Si intitola L’uomo volante e vinse il Festival di Sanremo. “Quando qualcosa ti mette in difficoltà, credi nel domani. – conclude il cantautore – Devi solo saperlo prevedere e programmare il modo per sorprendere il domani che arriverà”.

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