Sai perché molte conchiglie hanno un buco?

Molte conchiglie che troviamo in spiaggia hanno un piccolo buco, ma non tutti sanno a cosa è dovuto. Ecco la spiegazione che vi stupirà

19 Agosto 2020
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Spesso, durante una passeggiata in spiaggia, ci capita di imbatterci in delle conchiglie. Quanto ci piace raccoglierle per il mero gusto di possedere qualcosa di bello che il mare sembra volerci regalare! Quelle che un giorno sono state la casa di molluschi bivalvi come vongole e telline possono diventare originali strumenti di decorazione. E molte volte si riesce a utilizzarli anche per adornare bracciali, cavigliere e collane. Questo perché alcune conchiglie presentano un piccolo buco, ma sapete il motivo?

La ragione sta nella legge di sopravvivenza dei tanti esseri che abitano i fondali marini (dove si nascondono misteriose città sottomarine…). Quando vi capita di vedere un piccolo buco sulle conchiglie, sappiate che è il segno di un predatore. Già, perché esistono alcuni molluschi che si cibano di loro simili, mangiandoli ancora vivi.

Si tratta dei i piccoli Molluschi Gasteropodi appartenenti alla famiglia Naticidae, meglio conosciuti anche come “Natiche”. Questi esseri viventi sono tanto piccoli quanto voraci nella loro predazione. Essi, infatti, dopo aver puntato il bivalve, vi si avvicinano e lo immobilizzano aiutandosi con il piede ma anche attraverso secrezioni chimiche. Poi, con la radula di cui sono dotati – una struttura cartilaginea estroflessibile sulla quale sono presenti affilatissimi “denti” di chitina – inizia a perforare la conchiglia. Un lavoro lungo, ma questi molluschi sanno essere molto pazienti pur di poter banchettare.

Ma non è finita: dopo due-tre minuti di riposo, il piccolo predatore copre il foro con la ghiandola perforatrice presente sul piede, che secerne una sostanza chimica che scioglie il carbonato di Calcio della valva della sfortunata preda. Le natiche continuano questo lavoro a due fasi per diverse ore, attendendo pazientemente che il buco sulla conchiglia sia praticato alla perfezione per poter finalmente inserisci dentro la proboscide e divorare la preda.

Un atto di predazione lungo e faticoso che questi molluschi ripetono ogni una o due settimane.

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