Fonte: Alessia Malorgio

Tutti parlano delle mele Kisabel, sanno davvero di fragola? La risposta sorprende

Dalla Francia ai banchi dell’ortofrutta, le mele Kissabel sono ovunque

Pubblicato:

Alessia Malorgio

Alessia Malorgio

Content Specialist

Ha conseguito un Master in Marketing Management e Google Digital Training su Marketing digitale. Si occupa della creazione di contenuti in ottica SEO e dello sviluppo di strategie marketing attraverso canali digitali.

Negli ultimi mesi è difficile non imbattersi in una foto di mele dalla polpa rosso acceso mentre si scorre Instagram o TikTok. Le mele Kissabel sono diventate virali in pochissimo tempo, trasformandosi da prodotto di nicchia a vero e proprio oggetto del desiderio nei banchi dell’ortofrutta. Il motivo è evidente: una volta tagliate, rivelano un interno che ricorda più una bacca che una mela tradizionale. Ma dietro l’effetto “wow” visivo si nasconde davvero un sapore che richiama la fragola? La risposta, per molti, è meno entusiasmante di quanto ci si aspetti.

Non sono OGM: come nascono davvero le mele Kissabel

Prima di tutto, è necessario chiarire un punto che spesso genera confusione. Le mele Kissabel non sono frutto di modificazioni genetiche. Non si tratta di OGM né di esperimenti di laboratorio, ma del risultato di un lungo lavoro di incrocio naturale. La loro storia inizia in Francia circa vent’anni fa, quando un gruppo di agricoltori e ricercatori ha deciso di combinare varietà di mele selvatiche dalla polpa rossa con varietà più comuni, note per qualità e resistenza.

Anni di selezioni, test e attese prima di arrivare ai primi frutteti commerciali. Solo dopo numerosi tentativi si è ottenuto un frutto stabile, riconoscibile e adatto alla vendita su larga scala. Insomma, più che una moda recente, le Kissabel sono il risultato di una paziente ricerca agricola.

Perché le mele-fragola sono diventate virali

Il successo delle Kissabel si spiega con due fattori principali: estetica e narrazione. All’esterno, queste mele non sembrano molto diverse da altre varietà. È solo al momento del taglio che avviene la “rivelazione”: una polpa che varia dal rosa intenso al rosso rubino, capace di conquistare immediatamente l’obiettivo di uno smartphone.

In un’epoca in cui il cibo deve essere fotogenico prima ancora che buono, questo dettaglio fa la differenza. A ciò si aggiunge un marketing molto efficace, che ha puntato sull’idea di un frutto “nuovo”, quasi esotico, capace di rompere la monotonia delle mele tradizionali. Il nome stesso e l’associazione visiva con le fragole hanno fatto il resto, alimentando aspettative altissime.

Il momento dell’assaggio: sanno davvero di fragola?

Ed è qui che arriva la nota dolente. Chi si avvicina alle mele Kissabel spesso lo fa aspettandosi un gusto sorprendentemente simile a quello delle fragole. La realtà, però, è più sfumata. Al primo morso, il sapore resta inequivocabilmente quello di una mela. Si percepiscono sì delle note che richiamano i frutti rossi – fragola e lampone in primis – ma sono sentori leggeri, quasi timidi.

Il profilo gustativo delle Kissabel è un equilibrio tra dolcezza e una lieve acidità, piacevole ma non rivoluzionaria. La promessa di una “mela-fragola” in senso stretto, per molti palati, non viene mantenuta. Più che di un sapore nuovo, si tratta di una variazione sul tema mela, con qualche sfumatura in più.

Valgono davvero il prezzo?

Un altro elemento che fa discutere è il costo. In alcuni negozi, le mele Kissabel possono arrivare anche a 6 euro al chilo, una cifra decisamente superiore alla media. A questo punto la domanda è inevitabile: vale la pena spendere così tanto?

Dipende dalle aspettative. Se si cerca un’esperienza di gusto completamente diversa, il rischio è quello di restare delusi. Se invece l’obiettivo è togliersi uno sfizio, provare qualcosa di esteticamente unico o portare in tavola un frutto che stupisce alla vista, allora l’acquisto può avere senso. In molti casi, però, la sensazione è che il prezzo premi più l’operazione di marketing che il reale salto qualitativo.

Forse il segreto è assaggiarle senza aspettarsi una fragola travestita da mela, ma per quello che sono davvero: una mela diversa dalle altre, interessante da vedere, piacevole da assaggiare, ma non rivoluzionaria.

più popolari su facebook nelle ultime 24 ore

vedi tutti