La settimana del Festival di Sanremo non è soltanto musica, moda e gossip. Negli ultimi anni è diventata anche terreno di sfide parallele tra amici, colleghi e famiglie incollate alla tv, pronte a tifare non solo per le esibizioni canore ma per gag, bonus e colpi di scena.
Dietro questa rivoluzione c’è un’intuizione nata quasi per scherzo: il Fantasanremo, il fantasy game ispirato al fantacalcio che oggi muove milioni di euro e milioni di utenti.
- L’intuizione a Porto Sant’Elpidio: la nascita del Fantasanremo
- Il boom del 2021: dal bar al web
- Il 2022 e la consacrazione con Amadeus
- L’espansione: nuovi giochi e innovazione tecnologica
- Sponsorizzazioni e fatturato: quanto guadagna Mk2
L’intuizione a Porto Sant’Elpidio: la nascita del Fantasanremo
Tutto comincia a Porto Sant’Elpidio, in provincia di Fermo. Durante una cena tra amici prende forma un gioco basato sui cantanti in gara al Festival. La compagnia — lavoratori dello spettacolo, musicisti, insegnanti e creativi — si riunisce sotto il nome di Commissione Fif (Federazione italiana Fantasanremo).
Il quartier generale è il Bar Corva da Papalina, dove il gruppo segue l’edizione 2020 del Festival di Sanremo. Nasce un regolamento fatto di bonus e malus, a volte al limite del politicamente scorretto, che assegna punti in base ai comportamenti degli artisti sul palco.
Per “acquistare” simbolicamente i cantanti si usano i Baudi, omaggio a Pippo Baudo, storico conduttore della kermesse. Il premio? Solo la gloria.
Il boom del 2021: dal bar al web
La pandemia cambia tutto. Con il lockdown e i locali chiusi, il gruppo decide di portare il gioco online. Nasce un sito pensato inizialmente per ospitare un centinaio di squadre. Il risultato supera ogni aspettativa: in poche settimane si arriva a circa 50mila squadre iscritte.
Il successo esplode sui social grazie al coinvolgimento spontaneo di creator e personaggi pubblici. Persino artisti in gara come Fedez e Francesca Michielin leggono il regolamento in diretta Instagram, contribuendo alla viralità del fenomeno.
Sull’onda dell’entusiasmo nasce anche il FantaEurovision, dedicato all’Eurovision Song Contest, vinto nel 2021 dai Måneskin. Il sito viene tradotto in inglese per aprirsi al pubblico internazionale.
Il 26 novembre 2021 viene fondata la Mk2, società a responsabilità limitata semplificata con 500 euro di capitale sociale. Tra i fondatori c’è Giacomo Piccinini insieme ad altri professionisti del mondo dello spettacolo.
Il 2022 e la consacrazione con Amadeus
Il 2022 è l’anno della definitiva consacrazione. Il direttore artistico Amadeus si presta al gioco, così come molti artisti in gara. Sul palco risuonano parole chiave come “Papalina” e “Fantasanremo”, mentre i concorrenti si sfidano tra fiori regalati, saluti a “zia Mara” — Mara Venier — ed esercizi improvvisati.
Le squadre registrate arrivano a circa 500mila. All’Eurovision di Torino, i Baudi diventano “Sabaudi” e si contano 100mila squadre, con tanto di stand dedicato al Parco del Valentino.
L’espansione: nuovi giochi e innovazione tecnologica
Dopo il successo di Fantasanremo e FantaEurovision, la società lancia nuovi format: FantaGiro d’Italia e FantaMasterchef, confermati anche per il 2025.
Nel 2024 viene coinvolta Appfactory per migliorare l’esperienza utente e potenziare l’app ufficiale, segno di un’evoluzione sempre più strutturata del progetto.
Non tutte le iniziative però decollano: TrisFactor, il fantasy game legato a X Factor, viene abbandonato nel 2024 dopo risultati inferiori alle attese.
Sponsorizzazioni e fatturato: quanto guadagna Mk2
Con il successo arrivano anche gli sponsor. La società Mk2, registrata con codice Ateco legato a marketing e servizi pubblicitari, oggi non si occupa solo di giochi ma anche di promozione eventi, creazione contenuti e strategie comunicative.
I numeri parlano chiaro:
Bilancio 2022: fatturato di 173mila euro, utile di oltre 22mila euro.
Bilancio 2024: fatturato superiore a 2 milioni di euro, con utili oltre 1,5 milioni.
Edizione 2026: superata quota 3 milioni di squadre iscritte.
Sul sito si definiscono ironicamente “cazzoni professionali”. Eppure, partiti da un tavolo di un bar di provincia, sono riusciti a trasformare una trovata goliardica in un caso di successo imprenditoriale digitale.