Meteo, cambia tutto: arrivano nubifragi, venti a 145 km/h e grandinate. Ecco quando

Il caldo estremo e l'aria fredda si scontrano sulla Pianura Padana: scatta l'allerta di Livello 3. Massima attenzione in Lombardia, Veneto, Piemonte ed Emilia-Romagna.

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Alessia Malorgio

Alessia Malorgio

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L’Italia settentrionale si trova ad affrontare una pericolosa rottura meteorologica causata dal brusco scontro tra masse d’aria opposte. L’ondata di caldo opprimente e umido che ha dominato la Pianura Padana sta per entrare in collisione con un flusso di aria fredda in quota proveniente dalla Francia.

Questo forte contrasto termico trasformerà l’atmosfera in una vera e propria polveriera. L’energia termica accumulata nei bassi strati ha fatto registrare picchi altissimi di CAPE (Convective Available Potential Energy), l’indicatore che misura l’instabilità atmosferica. A rendere lo scenario ancora più pericoloso è il fenomeno del wind shear, ovvero la variazione di velocità e direzione del vento con l’aumentare della quota. Questa sfasatura farà sì che le correnti calde ascendenti e quelle fredde discendenti non si annullino a vicenda, permettendo alle tempeste di organizzarsi in supercelle capaci di auto-alimentarsi e durare a lungo.

L’allerta estrema e il rischio supercelle

La gravità della situazione è confermata dal prestigioso centro di monitoraggio europeo Estofex (European Storm Forecast Experiment), che ha emesso un’allerta di Livello 3, il massimo grado previsto dalla scala di pericolosità per gli eventi atmosferici estremi.

Le regioni sotto massima sorveglianza sono Lombardia, Veneto, Piemonte ed Emilia-Romagna. Le autorità invitano i cittadini a limitare il più possibile gli spostamenti non necessari. Il pericolo maggiore è rappresentato dalla formazione di grandine gigante, con chicchi che potrebbero raggiungere il diametro record di 8 centimetri. Le violentissime correnti ascensionali all’interno delle supercelle sono infatti in grado di mantenere i pezzi di ghiaccio sospesi ad altitudini elevate, dove continuano a stratificarsi e ad aumentare di volume prima di precipitare al suolo.

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Venti distruttivi e piogge torrenziali

Il bollettino diramato da Arpa Lombardia e dalla Protezione Civile evidenzia rischi idrogeologici severi per gran parte del territorio settentrionale. Oltre alla grandine, sono previsti violenti downburst, ovvero raffiche di vento lineari con velocità comprese tra i 110 e i 145 km/h, capaci di abbattere alberi e causare gravi danni strutturali a tetti e coperture.

Le stime parlano di accumuli di pioggia torrenziale superiori ai 40-70 mm in sole sei ore. L’instabilità si muoverà rapidamente da ovest verso est a partire dal pomeriggio, accompagnata da una costante e intensa attività elettrica. I territori montani e pedemontani saranno i primi a essere investiti dai temporali, prima che i fenomeni si estendano alle aree di pianura colpendo città come Milano, Bergamo e Brescia.

Il caldo record resiste prima del crollo termico

Nonostante l’arrivo dell’aria fredda e dei nubifragi, l’afa non cederà subito il passo. In diverse zone, come in Veneto, rimane attiva l’allerta della Protezione Civile per le ondate di calore, con Verona segnalata con il bollino arancione e temperature percepite vicine ai 36-38 gradi.

Questo squilibrio termico estremo esaspera la violenza dei fenomeni, inserendosi in un contesto estivo già segnato da eventi meteorologici intensi, come le recenti frane sulle Dolomiti e i fulmini che hanno colpito alcune aree del Nord-Est. Per una normalizzazione delle temperature occorrerà attendere il fine settimana, quando l’ingresso definitivo di correnti fresche provocherà un taglio termico di 4-5 gradi, riportando le temperature medie in linea con il periodo.

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